Nelle indagini per la scomparsa di Sarah Scazzi non si trascura alcuna ipotesi. La procura di Taranto lavora anche nella direzione di una fuga volontaria organizzata dalla 15enne assieme ad una persona di fiducia. Nel fascicolo per "sottrazione consensuale di minore" si accumulano le dichiarazioni dei tanti amici e dei conoscenti di alcune chat frequentate dalla ragazzina. Gli investigatori sono convinti che Sarah non sia lontana, viva o morta.

Ad Avetrana sono arrivati anche i Ros da Roma. Controllano i telefoni sequestrati alle persone più vicine a Sarah per recuperare i messaggi rivolti alla ragazzina o in cui si parli di lei. Molta attenzione c'è anche per la pagina, e soprattutto la chat, di Facebook. Il sostituto procuratore Mariano Buccoliero però, come racconta la Repubblica, non vuole trascurare anche altre pagine internet dove la 15enne chiacchierava con i suoi amici virtuali.
Si ipotizza che uno di loro possa essere diventato più intimo di altri e abbia raccolto le confidenze di Sarah accettando di accompagnarla in un'avventura forse più grande di loro. Si cerca di dare un nome ad ogni nick, ma intanto continuano le ricerche a tappetto nelle campagne della zona nella speranza di trovare una qualche traccia dell'adolescente.
Procura apre procedimento contro ignoti
"Le indagini proseguono senza trascurare alcuna possibilità. Al momento posso dire che è aperto un procedimento penale contro ignoti, ma non possiamo entrare nei particolari". Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, dopo aver presieduto nella caserma dei carabinieri di Avetrana una riunione nell'ambito delle indagini sulla scomparsa della 15enne Sarah, di cui si sono perse le tracce il 26 agosto scorso. Alla riunione hanno partecipato anche il pm titolare dell'inchiesta, Mariano Buccoliero, il comandante provinciale dei carabinieri, Giovanni Di Blasio, il comandante della compagnia di Manduria, Luigi Mazzotta e ufficiali dell'Arma.
Nelle indagini per rintracciare Sara "ci sono ipotesi operative e investigative privilegiate rispetto ad altre, ma questo non significa che trascuriamo ipotesi anche remote", ha detto ancora Sebastio. Il magistrato ha anche ricordato che "già poche decine di minuti dopo la denuncia, erano state avviate ricerche e controlli sulle schede e sui tabulati telefonici". Sebastio ha confermato l'intervento dei Ros di Roma, specializzati nelle analisi criminologiche. "Stiamo estendendo le indagini - ha aggiunto - mano a mano anche all'esterno della zona di competenza e sono state sentite numerosissime persone". Quanto al contenuto delle indagini "non possiamo assolutamente aprire bocca - ha aggiunto Sebastio - almeno sino a quando non ci saranno novità importanti, spero rapidamente".
Ultimo aggiornamento ore 14:48
