"Sono profondamente addolorato per quello che è successo". Lo scrive, in una lettera pubblicata in esclusiva da News Mediaset, il 16enne che il 2 agosto uccise a Bronte, nel Catanese, Matteo Galati, 13 anni, al termine di una lite per una ragazza. "So che queste mie parole non potranno riportare in vita Matteo", scrive l'omicida alla famiglia della vittima. "Vi prego di perdonarmi - continua - il vostro immenso dolore è anche il mio tormento".

Il 16enne parla dal carcere minorile Bicocca di Catania. "Ripensando a quei terribili momenti ancora oggi non mi spiego come possa essere accaduto. Non avevo alcuna intenzione di colpire, non avevo alcuna intenzione di rubare la vita a nessuno, né tantomeno a Matteo", scrive il ragazzo ripensando a quel tragico giorno. "Non so cosa darei perché ogni cosa tornasse com'era prima di quella terribile sera, ma questo purtroppo non è possibile".
Il testo integrale della lettera
Istituto minorile Bicocca 10/08/2010
So che queste mie parole non potranno riportare indietro il tempo e cancellare ciò che è avvenuto, così come non potranno riportare in vita Matteo.
Voglio comunque dirvi che sono profondamente addolorato per quello che è successo e non passa giorno che il pensiero di quanto avvenuto non mi dia angoscia.
Ripensando a quei terribili momenti ancora ad oggi non mi spiego come possa essere accaduto.
Non avevo alcuna intenzione di colpire, non avevo alcuna intenzione di rubare la vita a nessuno, né tantomeno a Matteo.
Capisco e vivo il grandissimo dolore che ho arrecato, ma vi prego di perdonarmi cercando di comprendere che il vostro immenso dolore è anche il mio tormento.
Chiedo perdono, non so cosa darei perché ogni cosa tornasse com'era prima di quella terribile sera, ma questo purtroppo non è possibile ed è proprio per questo che soffro assieme a voi per la morte di Matteo.
Chiedo perdono anche a Salvatore e spero che possa guarire presto e nel migliore dei modi.
I parenti: "Il perdono se lo tenga per sé"
Dure le reazioni dei familiari di Matteo. La madre Nunzia non riesce ad accettare le scuse: "Matteo è già stato ucciso. Dovrebbe chiedere perdono direttamente a lui". Il fratello del padre di Matteo, Salvatore Galati, usa toni più aspri: "Il perdono se lo tenga per sé. Ormai quello che ha fatto ha distrutto la nostra famiglia. Ci doveva pensare prima" . Lo zio auspica una punizione severa da parte della giustizia: "Merita l’ergastolo. Dovrebbe essere una pena esemplare. E' un dolore inspiegabile. Il nostro bambino è morto solo un mese fa".
Ultimo aggiornamento ore 16:27
