Furto aggravato, simulazione di reato e ricettazione. Queste le accuse con cui la Squadra mobile della Questura di Roma ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare verso i presunti responsabili di una simulata rapina nell'abitazione dell'avvocato Carlo Taormina. Tra loro anche la ex cameriera del legale. Il fatto risale al maggio del 2009, quando la polizia intervenne nella casa del noto penalista in seguito alla segnalazione di una rapina.

Ingegnosa simulazione
In quell'occasione, la casa era stata svaligiata con un danno per un valore di oltre due milioni di euro tra denaro e preziosi sottratti. La domestica, Ivana Santanastasi, 49 anni di Anzio, era stata legata e imbavagliata ed aveva dovuto far ricorso alle cure mediche. Ma, in seguito, gli inquirenti hanno scoperto che si trattava di un'abile simulazione della donna che aveva agito con due complici: il fratello, Giuseppe Santanastasi, già noto alle forze dell'ordine come ricettatore, e il genero Manuel Gubitosi.
Versione non convincente
Dopo la rapina del 28 maggio 2009 la donna raccontò agli investigatori che, tornando nell'appartamento dopo aver fatto delle commissioni, era stata minacciata da un uomo con un'arma che l'aveva costretta ad aprire la porta di casa e ad indicare il caveau e la cassaforte dove erano nascosti gioielli e soldi. Raccontò persino di essere stata picchiata e legata. Ma la squadra mobile di Roma si insospettì anche perché il presunto rapinatore aveva aperto la cassaforte utilizzando il numero della combinazione ed era riuscito a trovare nell'abitazione la chiave per aprire il caveau. "Le percosse erano lievi, la donna riuscì a slegarsi subito ed alcuni testimoni del palazzo la videro vicino l'ascensore da sola - ha spiegato il capo della Squadra mobile di Roma Vittorio Rizzi - molte incongruenze e perplessità ci hanno spinto ad indagare ricostruendo il giro d'affari della signora".
Nel frattempo, dopo due mesi dalla finta rapina, Ivana Santanastasi fu licenziata dai coniugi Taormina perché accusata dalla moglie dell'avvocato di aver rubato da un mobile un bracciale molto prezioso.
Da colf coi debiti a ricca imprenditrice
Dalle indagini della polizia è così emerso che, improvvisamente, la donna aveva cambiato tenore di vita: prima era una colf indebitata alla quale era stata pignorata l'abitazione da una banca. Poi si era trasformata in un'imprenditrice che ostentava gioielli e grandi disponibilità di contante. In poco tempo aveva acquistato due attività commerciali di ristorazione nella provincia di Vicenza. Aveva in corso delle trattative per l'acquisto di un autolavaggio sempre nel nord Italia. Infine, Ivana aveva trascorso anche una vacanza con la sua famiglia in Sardegna nella località Punta Rossa, dopo aver preso in affitto un aereo privato. Lei sosteneva che tutta questa ricchezza le era piovuta addosso da una vincita al "Gratta e vinci". Ma le indagini hanno stabilito ben altro.
Tradita dalla smania del lusso
Proprio questa smania di ostentare ha tradito la donna e ha portato gli inquirenti a tenerla d'occhio. I tre ladri in un primo momento avevano nascosto i soldi in un'anfora. Poi, non hanno resistito alla tentazione di mostrare il proprio "trofeo" e esi sono fatti anche delle foto in posa davanti al bottino e mentre si sventolavano con le banconote rubate dalla cassaforte dell'avvocato Taormina.
Ultimo aggiornamento ore 14:41
