Racconta le sue notti nelle discoteche milanesi, una delle escort coinvolte in passato in un'indagine su night club e coca. A., tra i 20 e i 30 anni, oggi mamma, in passato era stata convocata dai giudici, ai quali aveva raccontato la sua esperienze tra discoteche e privé. E dice: spesso i clienti erano troppo storditi perfino per il sesso. "Ma ne sono uscita - dice -. Ho pagato e rivoglio la mia vita".

La donna racconta, come si legge sulle colonne del "Corriere della Sera", che allora per una serata da ragazza immagine prendeva 80 euro. Poi i clienti gliene davano anche 250, semplicemente per andare in camera da loro e guardare. E lei, che aveva bisogno di soldi per l'affitto, lo faceva. Tra l'altro, aggiunge, a fare sesso neanche ce la facevano: erano talmente storditi che non ci riuscivano neanche.
Da quanto racconta la donna si può ricostruire la trafila che portava le ragazze che frequentavano i locali della movida milanese, spesso giovanissime, da aspiranti show-girl o veline a prostitute da privé.
C'erano quelli che le reclutavano ai tavoli, nei locali. Proponevano alle ragazze, spesso dell'Est, di lavorare come donne immagine o ballerine di lap dance. Poi le rifornivano di cocaina, e a quel punto venivano usate per adescare i clienti. Alla fine, spesso si chiedeva loro di partecipare a serate sessuali nei privé: un intermediario patteggiava il prezzo con il cliente.
Ma chi erano quelli che davano la droga ad A., quelli che la facevano prostituire? Lei rimane sul vago: "Erano ragazzi, uomini". Ha paura, A., ha paura che i magistrati tornino a farle domande. Ha paura che le tolgano la bambina. E insiste: "Ne sono uscita. E la prostituzione, l'ho fatta per pochi mesi, ripeto". Adesso, ha una vita sua.
Ultimo aggiornamento ore 08:42
