Ha ferito la ex e ucciso la sorella e la madre della donna nella loro casa di Loreto (Ancona), si è dato alla fuga ma, dopo poche ore, si è consegnato alle forze dell'ordine. L'omicida è Claudio Alberto Sopranzi, 51 anni, ex partner di Vincenza Benilda Mannino, 28. Le vittime sono Silvana Mannino, 30 anni, e la madre Rita Pulvirenti, 54. L'uomo avrebbe dunque commesso il duplice omicidio per vendetta.

''Ho perso la testa, non so neppure io cosa ho fatto''. Sono le prime parole che Claudio Alberto Sopranzi avrebbe detto consegnandosi ai carabinieri della stazione di Numana. L'uomo, che è nato in Argentina ma ha vissuto a lungo in Sicilia, prima a Catania e poi a Carlentini, in provincia di Siracusa, lavora come guardiano presso il campeggio "Numana Blu" di Numana. E' incensurato, e in possesso di un titolo sportivo per la detenzione di armi.
A quanto è emerso, l'uomo aveva avuto una relazione molto tormentata con Vincenza Mannino, con la quale aveva anche convissuto. In quel periodo, gli abitanti della cittadina in cui vivevano avrebbero più volte denunciato per maltrattamenti l'uomo facendo intervenire i carabinieri. "Prima o poi si ammazzano" aveva persino commentato qualcuno. Poi lei aveva deciso di troncare.
Ma lui non aveva accettato la fine del rapporto e così si è presentato armato, con una pistola Beretta cal. 7,65, regolarmente denunciata, a casa dei Mannino, forse convinto che fosse stata la famiglia a convincere Vincenza a dirgli addio. Così, quasi senza dire una parola, Sopranzi ha fatto fuoco all'impazzata nella villetta rossa a due piani, in un blocco di villette a schiera nuove in frazione Grotte, quasi al confine fra Loreto e Porto Recanati.
Rita Pulvirenti è stata raggiunta da almeno cinque colpi, ed è stramazzata nell'ingresso. Silvana è stata trovata agonizzante in camera da letto, dove è spirata poco dopo. Vincenza, colpita alle gambe e al torace, è caduta vicino al portone d'ingresso. Operata ad Ancona, non corre pericolo di vita, ed è sempre rimasta cosciente.
Dopo la sparatoria, l'uomo si è allontanato in bicicletta, abbandonando il mezzo però poco lontano. Ha vagato nelle campagne, ha parlato con alcuni conoscenti con una scheda telefonica non riconducibile a lui e poi, dopo tre ore, si è consegnato ai carabinieri mentre gli uomini dell'Arma di Ancona, Osimo, Numana avevano organizzato un'imponente caccia all'uomo assieme alla Squadra mobile di Ancona.
Silvana Mannino era separata dal marito, Graziano Strano, rimasto in Sicilia, e madre di due ragazzi, Gaetano, 14 anni, e Salvatore, di solo un anno e mezzo. I due figli erano all'esterno al momento della sparatoria e hanno sentito tutto. Il più piccolo è stato allontanato da una vicina, mentre altri davano l'allarme al 112.
Ultimo aggiornamento ore 13:47
