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21/7/2010

Reati sessuali, no obbligo carcere

Consulta:"Possibili misure alternative"

Nei procedimenti per violenza sessuale, atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile, il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell'indagato. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, precisando che si possono applicare misure cautelari alternative se vengono raccolti elementi specifici dai quali risulti che le esigenze cautelari siano comunque soddisfatte.

Reati sessuali, no obbligo carcere

La Corte Costituzionale ha così dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell'articolo 275 del codice di procedura penale. A partire dal 2009, con l'approvazione da parte del Parlamento della legge di contrasto alla violenza sessuale, non era consentito al giudice (salvo che non vi fossero esigenze cautelari) di applicare, per i tre delitti sessuali al vaglio della Corte Costituzionale, misure cautelari diverse e meno afflittive della custodia in carcere alla persona raggiunta da gravi indizi di colpevolezza.

La Consulta ha ora ritenuto la norma in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione e ha detto sì alle alternative al carcere "nell'ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure".

Carfagna: "La Consulta sbaglia"
"Non esiste e non possiamo accettare una 'classifica della brutalità': per noi, cioè coloro che hanno scritto ed approvato questa legge, chi violenta una donna o, peggio, un bambino deve filare dritto in carcere, senza scusanti, da subito". Lo ha detto il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, commenta la sentenza della Consulta. "L'intervento della Corte è giustificazionista, lontano dal sentire dei cittadini, e, purtroppo, ci allontana, sebbene di poco, dalla strada verso il rigore e la tolleranza zero contro i crimini sessuali che questa maggioranza ha intrapreso sin dall'inizio della legislatura", sottolinea il ministro.

Ultimo aggiornamento ore 22:03


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COMMENTI

11/10/10

nicola


ha mio modesto parere bisogna riaprire le carceri come pianosa e l'asinara per questi animali e farli marcire li.
in Italia ci vogliono pene certe e severe.
11/10/10

nicola

Sono un sott'ufficiale della polizia Penitenziari volevo intervenire sulla questione di Sarah, purtroppo devo dire che chi ruba per sfamare la sua famiglia rimane chiuso in carcere per tanto tempo invece chi come l'amimale così posso classificarlo (dico zio di sarah) viene tutelato con la richiesta da parte del suo legale di una perizia psichiatrica perchè in quel momento non era capace di intendere e di volere.
e ora di finirla questa e gente che deve marcire in carcere.
grazie
03/08/10

Roberto

Condivido quello che sostiene il ministro Carfagna...Chi stupra in carcere da subito...altro che...alternative...Troppa violenza su donne e bambini...Secondo me...con questa legge ...le violenze aumenteranno.


23/07/10

Sergio59

Resto senza parole anche stavolta, ma infondo non mi stupisco più di tanto. L'Italia è da anni oasi di pace per delinquenti di ogni tipo, italiani e stranieri, che approfittano della mollezza delle leggi e di una ridicola magistratura compiacente per continuare a fare i loro porci comodi. Facilitare lo stupro e la pedofilia, reati di per se ributtanti, è davvero il massimo della superficialità.
23/07/10

Simone

Adriano nel 2012 non succederà nulla. Gli autori del film stesso hanno dichiarato che sanno bene che non accadrà nulla. il calendario Maia (tra l'altro UN calendario tra i tanti maia)parla solo di un generico grande cambiamento (come già ce ne sono stati molti in passato) quindi in realtà si è costruita da sola una presunta profezia sulla fine del mondo semplicemente col gioco del telefono senza fili (dove ognuno aggiungendo o togliendo qualcosa al discorso alla fine lo stravolge completamente).
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