Ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, per denunciare la chiusura del suo gruppo scout. L'iniziativa è di un parroco di Rosarno (Reggio Calabria), che accusa l'associazione "Libera" di avere provocato la chiusura del gruppo dopo l'arresto per associazione mafiosa di uno dei capi. "Cerco solo verità e giustizia nella carità", conclude il prete.

"Ora pure i cattolici sono tacciati di mafiosità da altri cattolici", scrive don Carmelo Ascone della chiesa Maria Santissima Addolorata. "Tutto un gruppo Agesci di circa 100 giovani - scrive il scerdote è chiuso. E i capi sono stati obbligati (minacciati) da un sacerdote, referente di "Libera", a dare le dimissioni. Il mio vescovo, monsignor Bux se ne lava le mani, dicendo che non ha la lettera di dimissioni, ricordando l'autonomia degli scout. L'Agesci nazionale da me interpellata non risponde. I capi regionali tacciono. I miei capi scout piangono per l'offesa gravissima che hanno subito".
"Attendo d'incontrarla a Roma - chiede don Ascone a Bagnasco - per chiarire tutto".

Ultimo aggiornamento ore 12:43
