Si è chiusa a Milano l'indagine sui famigerati semafori T-Red. Il Pm Alfredo Robledo ha messo in luce gare d'appalto pilotate per piazzare i cosiddetti "vampiri rossi" su incroci e strade di 35 Comuni, sparsi in tutta Italia. Indagati 15 comandanti della polizia locale e alcuni sindaci. Contestato anche l'abuso d'ufficio al primo cittadino di Segrate (Milano), dove sarebbero state incassate indebitamente multe per oltre 2,4 milioni di euro.

I semafori, che avevano la durata del "giallo" fissata in un tempo impossibile da rispettare, costringevano a passare con il rosso, registrando l'infrazione e consentendo alle amministrazioni comunali di arricchirsi a scapito degli automobilisti. I militari della Guardia di Finanza stanno notificando l'avviso di chiusura delle indagini a 38 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, abuso d'ufficio, turbativa d'asta.
Tra gli indagati figurano anche il comandante e il vicecomandante della polizia locale di Segrate e il sindaco del Comune alle porte di Milano, Adriano Alessandrini, accusato di abuso d'ufficio: a Segrate sarebbero state incassate indebitamente multe per circa 2,4 milioni di euro.
I semafori vampiro erano attivi 24 ore su 24, si legge nel provvedimento firmato dal Pm di Milano Alfredo Robledo, senza che vi fosse il necessario requisito delle particolari condizioni di circolazione. Inoltre negli apparecchi mancava quel decimo di secondo tra lo scatto del rosso e la rilevazione dell'infrazione. Una configurazione, come scrive il Pm, "non compatibile con le normali modalità di guida".
L'avviso di chiusura delle indagini è stato notificato anche a Raoul Cairoli, amministratore unico della Ci.ti.esse, azienda che commercializza in via esclusiva i "T-Red", e ad altri tre responsabili di società del settore, che avrebbero messo in piedi fino al settembre 2008, "un accordo collusivo di cartello per l'acquisizione di contratti con le amministrazioni locali, attraverso la collusione con i pubblici ufficiali''.

Ultimo aggiornamento ore 12:04
