Sono terminati gli interrogatori di Giovanni Antonio Rasero e Caterina Mathas, la coppia accusata di aver ucciso il piccolo Alessandro in un raptus di follia sotto l'effetto della cocaina. I due sono stati ascoltati a lungo, 4 ore la donna, 3 ore e mezzo l'uomo, ma i verbali di entrambi sono stati secretati. Il pm Marco Airoldi ha deciso di non procedere ad alcun confronto faccia a faccia. Dalle dichiarazioni sarebbero emersi particolari importanti.

Secondo quanto trapelato sarebbero emersi particolari importanti per la ricostruzione di quanto avvenuto la notte di lunedì nel monolocale di Nervi. Nel corso della serata Mathas e Rasero si sono incontrati nei corridoi del palazzo di giustizia, ma tra i due non ci sarebbe stato neppure uno scambio di battute.
Secondo indiscrezioni la donna avrebbe ricostruito la serata nel dettaglio. Caterina Mathas, assistita dagli avvocati Igor Dante e Paolo Costa, avrebbe riferito di avere assunto droga e alcol dalle 23 a mezzanotte con Rasero nel monolocale in uso all'uomo in viale delle Palme a Nervi, di avere lasciato il figlio all'uomo a mezzanotte e di essere uscita per 60/70 minuti a caccia di nuova cocaina. Avrebbe ricordato di essere stata nella centrale piazza De Ferrari, in via Dinaver in casa della madre, in corso De Stefanis; di avere, in ogni pausa, usato il telefono e che quindi la sua assenza da casa sarebbe "tracciabile". Una volta rientrata a casa la donna avrebbe trovato il figlio avvolto in una coperta sul divano che, secondo il compagno, dormiva e stava bene. Di essersi fidata, di non aver controllato e di essere andata a dormire. La mattina dopo sarebbe stata svegliata dall'uomo alle 10 quando il bimbo era già morto da ore.
L'interrogatorio è stato secretato. In una pausa è stato conferito l'incarico di effettuare le perizie psichiatriche sulla coppia a Gianluigi Rocco.
"Abbiamo parlato di tante cose, abbiamo chiarito tante cose. La linea difensiva non passa solo dalla sua assenza dal monolocale": sono le poche laconiche battute rilasciate dai due avvocati di Caterina Mathas, i legali Paolo Costa e Igor Dante, all'uscita di palazzo di giustizia dopo l'interrogatorio durato quattro ore. Secondo i legali, l'interrogatorio si è svolto "in un contesto emotivamente duro, ma la donna ha dimostrato di aver riacquisito lucidità". Gli avvocati sostengono l'assoluta innocenza di Caterina.

Ultimo aggiornamento ore 09:22
