Sei giovani sono stati fermati dai carabinieri per il raid di domenica sera in un internet point a Roma, gestito da alcuni bengalesi. Sono tre minorenni e tre maggiorenni (due con precedenti penali), individuati dopo un lungo confronto all'americana con le vittime dello stesso raid. I giovani sono accusati di rapina e lesioni con l'aggravante della motivazione razziale. Intanto il prefetto di Roma ha convocato il comitato per la sicurezza.

Tre dei giovani, due minorenni e un maggiorenne, sono stati fermati nella mattinata di martedì; per gli altri tre, chesi trovavano già in caserma per gli interrogatori, il fermo è invece scattato qualche ora dopo, nella tarda serata di martedì.
Gli atti dell'inchiesta sono arrivati in Procura, dove il magistrato valuterà le prossime mosse. I tre fermati, da quanto si è appreso, farebbero parte di una banda del quartiere che già in passato si era resa responsabile di atti di violenza e vessazioni nei confronti di immigrati. I carabinieri hanno cercato di ricostruire quanto accaduto domenica sera. E sembra che all'origine dell'incursione dei tre nel locale ci sarebbe stato un diverbio avvenuto poche ore prima dell'assalto al negozio di via Murlo.
Uno dei partecipanti alla spedizione punitiva, infatti, aveva avuto una lite con un ambulante bengalese a cui voleva portare via degli oggetti dal banchetto senza pagare. L'ambulante si sarebbe rifugiato nel bar di via Murlo proprio per sfuggire alle intimidazioni del gruppo. Uno dei tre fermati era stato già accusato, lo scorso 31 dicembre, di aver aggredito un altro ambulante bengalese.
Convocato il Comito per la sicurezza
Il Comitato provinciale per l'Ordine e la sicurezza intanto è stato convocato dal prefetto di Roma in relazione all'attacco al locale dei bengalesi. Proprio la comunità bengalese della zona ha organizzato un corteo contro l'intolleranza.

Ultimo aggiornamento ore 00:40
