Si è aperto davanti al tribunale di Marsala (Trapani) il processo per la scomparsa di Denise Pipitone. L'imputata, la sorellastra Jessica Pulizzi, 22 anni, non è presente perché, dicono i difensori, è malata. L'accusa è di concorso in sequestro di minore, con l'aggravante applicata quando la vittima ha meno di 14 anni. Alla sbarra anche l'ex fidanzato, l'italo tunisino Gaspare Ghaleb, accusato di false dichiarazioni al pm.

Piera Maggio, insieme a Piero Pulizzi, padre naturale sia di Denise che dell'imputata, si è costituita parte civile. "Da questo processo mi aspetto che si possa arrivare a conoscere la verità", ha detto Piera Maggio, davanti al tribunale di Marsala poco prima che si aprisse il processo a Jessica Pulizzi. "Mi aspetto che quanti in questi ultimi 5 anni e mezzo - ha aggiunto la mamma di Denise - non hanno chiarito la loro posizione possano dare un contributo per chiarire qual è stata la realtà dei fatti".
"Siamo sulla pista giusta - ha osservato Pietra Maggio - e le persone che sono per adesso sotto accusa hanno tanto da chiarire ancora e devono dire la verità. Il tempo trascorso per chiarire i fatti è stato molto lungo". "Questi imputati - ha aggiunto - si sono trincerati dietro i loro diritti però non hanno tenuto in considerazione che questa vicenda riguarda una bambina che quando è scomparsa aveva 4 anni. Parlano di fratellanza e amore ma non si comportano di conseguenza".
"Voglio che si arrivi a conoscere la verità e a scoprire chi ha compiuto questo atto mostruoso". Lo ha detto Piero Pulizzi, autista, padre naturale della piccola Denise e dell'imputata Jessica. "Io non so cosa sia successo - ha aggiunto - ma è mia ferma intenzione a qualsiasi costo che vengano scoperti e condannati i responsabili sequestro di Denise".

Ultimo aggiornamento ore 10:35
