La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione dell'ex sindaco di Sarno, Gerardo Basile, nel processo sull'alluvione del 5 maggio 1998, che provocò 137 vittime. Basile è accusato di omicidio colposo plurimo per le omissioni e imprudenze, nel predisporre adeguate misure di sicurezza per i cittadini. L'ex primo cittadino, che era stato assolto sia in primo sia in secondo grado, ora è rinviato alla Corte d'Appello di Salerno.

La Cassazione, invece, ha confermato l'assoluzione dell'ex assessore comunale di Sarno Ferdinando Crescenzi. Respinti i ricorsi presentati contro la sua assoluzione dai familiari di alcune delle vittime. Contro l'assoluzione del sindaco Basile aveva fatto ricorso in Cassazione la Procura della Corte d'appello di Salerno rappresentata da Armando Sessa e dall'aggiunto Maddalena Russo.
Il verdetto di secondo grado, riporta l'agenzia Ansa, era stato emesso il 6 ottobre 2008, quello di primo grado, il 3 giugno del 2004 dal Tribunale di Nocera Inferiore. La prescrizione, per Basile, da quanto si è appreso da fonti della difesa del Comune di Sarno maturerà solo nel 2013. Giovedì nella sua requisitoria, il sostituto procuratore
generale Francesco Iacoviello aveva sostenuto la responsabilità dell'ex primo cittadino per il mancato ordine di evacuazione, per aver diffuso notizie rassicuranti invitando la cittadinanza a rimanere nelle proprie case, per non aver convocato il comitato per le emergenze, ed essere così rimasto isolato dal circuito di informazioni della Prefettura.
''Bisogna applicare il principio di ragionevolezza - aveva detto il pg - e non quello della prevedibilita' dei danni dell'alluvione. Gli altri sindaci dei Comuni vicini, come Quindici, avevano comunque dato l'ordine di evacuazione, ragionando come persone normali dotate di ordinaria diligenza, mentre a Sarno, dove pure la situazione era molto più grave, il sindaco era rimasto inerte''. ''Non si trattava di fare una profezia su un evento imprevedibile - aveva aggiunto Iacoviello - ma solo la previsione di un evento prevedibile. Invece a Sarno si è passati dall'assunto dell'evento imprevedibile alla constatazione della catastrofe, quando invece altri sindaci dei paesi vicini avevano, invece, previsto tutto''.
Basile - ha sottolineato il pg - ''si è messo in una condizione di isolamento ed e' stato travolto dall'evento alluvionale perché la mancata convocazione del comitato di sicurezza non gli ha consentito di avere i dati sulla situazione. Invece, senza sapere né leggere né scrivere, avrebbe dovuto intervenire e dare l'ordine di evacuazione''. Le motivazioni della sentenza che riapre il processo per Basile, saranno estese da consigliere Carlo Brusco entro trenta giorni.

Ultimo aggiornamento ore 14:31
