L'ultimo saluto a Pietro Vanacore è arrivato con una cerimonia breve e sobria. Il sacerdote di Torricella, nel Tarantino, ha ricordato "le tante difficoltà" della vita terrena del portiere di via Poma, paragonandola alla via Crucis. Il suo suicidio è passato inosservato per la Chiesa, che ha comunque accettato di rendere possibili le esequie. Il parroco ha chiesto una dispensa all'arcivescovo. "Pietrino non era davvero contro la vita".

Una frase che fa capire come la comunità vicina all'uomo che più volte venne coinvolto, e poi prosciolto, per il delitto di Simonetta Cesaroni, sia convinto non solo della sua totale estraneità al fatto, ma che sia diventato anche una delle vittime. "Battete le mani, assassini", ha gridato una donna mentre sotto i suoi occhi sfilava la bara di Pietrino Vanacore, coperta da un grande mazzo di rose rosse, per l'ultimo saluto di parenti e amici.
Tutti, dal sacerdote in giù, hanno voluto insomma quello sconforto ormai giunto a un punto estremo che ha spinto martedì scorso Vanacore a farla finita lasciandosi annegare nelle acque del litorale di Torre Ovo, non prima di aver lasciato nella sua auto due cartelli scritti a mano per ricordare i 20 anni di sospetti sul giallo di via Poma che gli avrebbero reso la vita impossibile. Intanto il processo per il delitto di via Poma prosegue. Senza uno dei suoi involontari protagonisti.

Ultimo aggiornamento ore 09:14
