Gli immigrati irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma sentimentale e un calo nel rendimento scolastico dei figli. Lo ha stabilito la Cassazione, smentendo una sentenza recente secondo cui le esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori sono superiori a quelle di garanzia della sicurezza e tutela della legalità delle frontiere.

L'autorizzazione all'extracomunitario di restare in Italia nonostante l'espulsione dal territorio nazionale - aggiungono i giudici - non puo' essere data se non "in situazioni particolari".
La Cassazione ha così respinto il ricorso di un albanese, residente a Busto Arsizio (VA), padre di due bambini avuti da un matrimonio con una donna con regolare permesso di soggiorno e in attesa di avere la cittadinanza italiana a seguito dell'adozione da parte di un altro uomo. Dapprima la Corte d'appello di Milano aveva negato l'autorizzazione a restare in Italia all'immigrato (prevista dall'articolo 31 del Testo unico sull'immigrazione). Così, l'uomo si è rivolto alla Suprema Corte, che ha confermato la sentenza di appello.
Per gli Ermellini, l'articolo 31 del Testo unico si applica solamente a situazioni particolari, che "non possono assumere carattere di normalità e stabilità collegate al ciclo scolastico". L'inserimento nella scuola e tra gli amici dei bambini, poi, per i giudici non rappresenta una circostanza eccezionale perché la scolarizzazione dei minorenni per tutta l'istruzione dell'obbligo "rappresenta un'esigenza ordinaria, collegata al loro normale processo educativo-formativo".
Se così non fosse, dice la Cassazione, le norme che consentano di restare per motivi d'emergenza anche ai clandestini, finirebbero con il "legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia".
Con questa sentenza, inoltre, la Corte suprema va in segno opposto alla precedente decisione della stessa Cassazione che aveva consentito ad un papà clandestino di restare. Tale decisione, per gli ermellini è stata "riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia del minore, omettendone l'inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo" della legge sull'immigrazione.
Ultimo aggiornamento ore 15:28

gluk
giò
Boanerges
Il nostro "meraviglioso" Sindaco ha offerto euro 500 a cranio (ovviamente i soldi sono dei contribuenti) + viaggio di ritorno in pullman, ai Rom che volevano tornare a casa,unica clausola restare in patria almeno un anno. Non credo che ci sia da aggiungere altro, questo modus operandi si commenta da solo.
giò