Dopo 26 anni c'è un indagato per la scomparsa di Emanuela Orlandi. Dopo essere stato interrogato dai pm nel carcere di Regina Coeli, è stato disposto l'arresto di Sergio Virtù, 49 anni, indicato dalla superteste Sabrina Minardi come l'autista del boss della Magliana, Enrico De Pedis. I magistrati contestano a Virtù i reati di sequestro a scopo di estorsione e omicidio volontario aggravato di Emanuela.

Virtù è stato arrestato per altri reati e trasferito nel carcere di Regina Coeli, dove è stato interrogato dai magistrati.
Il nome di Virtù è stato fatto, oltre che da Sabrina Minardi, anche Fabiola Moretti, già pentita della banda della Magliana. Entrambe lo hanno indicato come uno del gruppo malavitoso, legato a "Renatino" tra il 1982 e il 1983. La Minardi, in particolare, ha riferito agli inquirenti che "Sergio" sarebbe stato l'autista del boss della Magliana. Sarebbe stata lei a collegarlo alla scomparsa di Emanuela.
Anche un'altra donna, una ex convivente di Virtù (una relazione finita di recente), lo ha accusato. L'uomo le avrebbe confidato vagamente di aver preso parte al sequestro di Emanuela Orlandi e di aver ricevuto un compenso per il ruolo avuto nella vicenda.
Secondo la Minardi un uomo di nome "Sergio" accompagnò in auto, a Torvajanica, Emanuela, pochi giorni dopo il rapimento. Alcuni mesi dopo - sempre secondo la superteste - Emanuela venne consegnata a un sacerdote dopo essere stata prelevata dalla donna in un bar del Gianicolo dove le fu affidata dallo stesso "Sergio".
Davanti ai magistrati, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Simona Maisto, Virtù ha negato ogni addebito. Ha detto di non conoscere De Pedis e men che meno di aver partecipato al sequestro della ragazzina figlia di un funzionario del Vaticano. "Sergio" ha solo ammesso di aver conosciuto Claudio Sicilia, considerato dagli inquirenti l'anello di congiunzione tra la camorra e la banda della Magliana e ucciso nel '91 in un attentato.

Ultimo aggiornamento ore 23:49
