Ha strangolato il figlioletto di 6 anni, poi si è uccisa impiccandosi a una spalliera ginnica. E' successo a Ceggia, alle porte di Venezia, dove Tiziana Bragato, 47 anni, ha prima ucciso il bambino, Gabriele, e poi si è suicidata in preda alla disperazione. I corpi dei due sono stati trovati dal marito della donna, Walter Zago, 50 anni. Sembra che la donna avesse problemi di depressione. Indagano i carabinieri.

Un dramma silenzioso, terribile di cui nessuno ha avuto sentore fino al rientro a casa del marito. L'uomo, dipendente di un mobilificio, ha trovato i suoi cari morti, la casa immersa in un silenzio terrificante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno cercando di fare luce su questo inspiegabile omicidio-suicidio.
Il padre di Gabriele, distrutto dalla tragedia, ha raccontato ai carabinieri la sua ricostruzione dei fatti. L'uomo, operaio 51enne, stava rientrando a casa per la pausa pranzo, ma ha trovato la porta d'ingresso chiusa dall'interno. Si è allarmato, ha fatto il giro della villetta, al numero 29 di Via XXV Maggio, ed ha forzato una porta finestra per entrare nell'abitazione. Ha chiamato il nome della moglie, senza risposta, e così è salito al primo piano. La porta della stanza da letto era anch'essa chiusa da dentro; l'ha abbattuta e davanti a lui è crollato tutto: il bambino era esanime, disteso sul letto, probabilmente soffocato, la moglie appesa ad una corda legata alla spalliera ginnica, alta poco più di un paio di metri.
Alla base del raptus di follia sembra ci sia ancora una volta una depressione della mamma, che fino ad oggi però non aveva mai creato allarmi di alcun genere.

Ultimo aggiornamento ore 20:12
