La giunta regionale siciliana, dopo il grave dissesto idrogeologico del comune di San Fratello, ha dichiarato lo stato di calamità per il comune dei Nebrodi e per gran parte del territorio della provincia di Messina. Lo stesso provvedimento riguarda anche parte della provincia di Palermo, interessata dal dissesto. La giunta ha inoltre deliberato la richiesta dello stato di emergenza al Consiglio dei ministri.

Lo stesso provvedimento riguarda anche parte della provincia di Palermo interessata da fenomeni di dissesto. La giunta ha inoltre deliberato, così come aveva già annunciato il governatore Raffaele Lombardo, che lunedì aveva presieduto un vertice nella zona colpita dalla frana, la contestuale richiesta al Consiglio dei Ministri dello stato di emergenza in considerazione della rilevanza che ha assunto il dissesto idrogeologico in entrambe le province. Il governo regionale ha altresì individuato una posta finanziaria da dedicare alle prime azioni volte a sollevare lo stato di grave disagio della popolazione interessata dagli eventi franosi.
Ordinata l'evacuazione totale di Maierato
L'evacuazione in massa di tutti gli abitanti di Maierato, paese di 2.300 persone in provincia di Vibo Valentia, è in corso. La decisione è stata presa a scopo precauzionale dal sindaco, Sergio Rizzo, che ha definito lo scenario "apocalittico". "La frana - ha detto il sindaco - minaccia una parte importante del paese e vista l'incertezza delle condizioni meteo abbiamo deciso di non rischiare". Le prime 300 persone sono state allontanate dalle loro abitazioni già nella serata di lunedì e in mattinata è cominciato lo sgombero di tutto il paese. Gli sfollati saranno sistemati nella scuola di polizia e nel palazzetto dello sport di Vibo Valentia. Inoltre sono stati allestiti punti di raccolta in varie scuole dei paesi della provincia.
Le indagini della Procura
La Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo sulla frana che ha colpito Maierato. L'iniziativa fa parte di una serie di inchieste avviate sul dissesto idrogeologico in atto nella provincia. Mario Spagnuolo, il procuratore, ha convocato una riunione con i tecnici della Procura e gli investigatori dei carabinieri e della Guardia di finanza, per fare il punto della situazione.
Sicilia e Calabria messe a dura prova
Mentre a San Fratello la frana che minaccia di inghiottire l'intero paese continua ad allargarsi, a Maierato, nel vibonese, un'intera montagna è venuta giù. In Sicilia 2000 evacuati, in Calabria, per ora, sono stati allontanati in 200. E' emergenza, comunque in tutta la Calabria; dopo giorni di pioggia incessante le frane sono 180 e 27 le arterie stradali tra provinciali ed ex statali completamente off-limits.
La causa del trasloco forzato a San Fratello è lo smottamento della zona orientale di San Fratello, quella dove negli ultimi decenni si è concentrata l'espansione edilizia del paese. La "ferita" che taglia in due l'ex colonia normanna ha reso inagibili scuole, chiese e abitazioni, ha piegato pilastri, ha sventrato muri mettendo a nudo gli interni delle case ha accartocciato l'asfalto. L'onda lunga della frana si è abbattuta come uno tsumani anche su altri paesi vicini: Sant'Angelo di Brolo, Raccuja e Tusa, dove sono scattate ordinanze di sgombero per le case "a rischio".
In Calabria riunione d'urgenza dell'esecutivo. Nel caso dovesse essere necessario per ulteriori evacuazioni il Comune di Vibo Valentia ha messo a disposizione il palazzetto dello Sport. Inprefettura è stata costituita un'unità di crisi che segue l'evolversi della situazione. "E' impressionante - ha detto l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco- quello che abbiamo potuto vedere dall'elicottero. Adesso, però, bisogna capire la natura della frana e la sua evoluzione". Intanto rubinetti a secco per diverse decine di migliaia di persone a Catanzaro e nell'hinterland costiero per la rottura della condotta idrica che alimenta per almeno due terzi l'acquedotto cittadino, dovuta alla piena del fiume Alli.

Ultimo aggiornamento ore 15:43
