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5/2/2010

Torino, vescovo:"Valori ai giovani"

Messaggio ai funerali 15enne ucciso

Dare ideali e valori ai giovani per evitare nuove tragedie come quella di Giorgio. E' questo il messaggio dell'arcivescovo di Torino Severino Poletto letto durante il funerale del 15enne romeno ucciso da due suoi connazionali in un parco della città. "Soltanto con l'aiuto del Signore - ha scritto - si riesce a sopportare un peso così grande, a fare anche di questa tragedia un motivo per impegnarci tutti affinché non accada più un fatto simile".

"Desidero - ha proseguito - far giungere una parola di conforto fondata sulla preghiera e sulla parola di Dio. Mi rivolgo, in particolare, ai genitori di Giorgio e ai suoi familiari e amici per manifestare la mia vicinanza di affetto e di sostegno al loro immenso dolore, invocando al Signore la forza di sopportare una croce così pesante e, soprattutto, chiedendo a lui il dono straordinario di poter perdonare".

"La mia parola - ha detto ancora l'arcivescovo - si rivolge inoltre a tutta la comunità della parrocchia di Nostra Signora della Salute e alla comunità dei fratelli ortodossi alla quale appartiene la famiglia di Giorgio, mentre Giorgio era membro a tutti gli effetti della comunità cattolica, per invitare a fare anche di questo tragico evento un'occasione di preghiera e di riflessione sulle attuali condizioni dei giovani in questa nostra società. Quando un ragazzo buono, studioso, che non faceva male ad alcuno viene aggredito in modo così inspiegabile e ucciso sulla strada, noi dobbiamo riflettere sui motivi per cui accade questa tragedia".

Il parroco, don Danilo Magni, ha poi ricordato durante l'omelia che "come Gesù Cristo, anche Giorgino è morto ingiustamente, ucciso dopo essere stato picchiato per una sigaretta. E ieri un anziano nel nostro quartiere è stato massacrato per strappargli la pensione: il crocifisso ci ricorda che ogni volta che l'uomo si volge alla rapina e alla menzogna, ogni violenza e aberrazione è possibile".

Un lungo discorso, quello del sacerdote, che ha puntato il dito contro "certi adulti che caricano sui giovani responsabilità che non sono dei giovani", ma anche un invito all'assunzione di responsabilita' da parte dei coetanei di Giorgio. "Siamo stanchi di certi adulti, anche addetti alla diffusione delle notizie, che fanno della morte un'occasione di spettacolo: questo indebolisce le coscienze dei più deboli e ci fa abituare al male. Siamo stanchi di adulti che hanno ruoli nella vita pubblica, che dicono tante belle parole e poi si comportano curando interessi e vizi di parte. Siamo stanchi di certi adulti che spingono i giovani a un'evasione continua. Siamo stanchi di adulti che hanno parlato di vendetta e che dichiarano di non sentirsi al sicuro e invocano la militarizzazione delle strade ma poi non si sforzano nemmeno di conoscere i vicini di casa, si lamentano e imprecano, ma non si rendono disponibili a creare un contesto più vivibile".

Don Magni ha quindi invitato i ragazzi ad assumersi anche loro le proprie responsabilità, ricordando quando "a Capodanno qualcuno si era lamentato della festa in parrocchia perché non c'erano alcolici e ha detto 'ma che festa è se non ci si può ubriacare?'. In questi giorni ci ho ripensato: perché bisogna bere, fumare (e sapete benissimo che non parlo solo di sigarette), perché bisogna avere il cellulare ultimo modello e se non ce l'hai che cosa fai, vai in giro a rubare? Vai a comprarlo dai ricettatori? Perché vai in giro armato, di chi hai paura o a chi vuoi fare paura? Non potete correre il rischiodi essere voi domani cattivi maestri. Così facendo rischiate di rendere inutile la morte di Giorgino".


Ultimo aggiornamento ore 16:30


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