Non più un supporto spirituale casuale ma un vero e proprio stipendiato inserito nell'organigramma. E' quanto accade negli ospedali veneti ai sacerdoti impegnati in corsia. L'antica figura, prevista dal Concordato, viene rinforzata con una accordo di protocollo tra Regioni e Provincia Ecclesiastica. Il sacerdote in camice da oggi sarà pagato (1.500 euro al mese) ed avrà un suo alloggio in ospedale. Fioccano le polemiche.

La Regione Veneto difende la scelta. Ma sono molte le voci di dissenso nei confronti del prete in corsia. Per alcuni sindacalisti non era il caso di conferire uno stipendio ad una figura professionale "importante" ma "non equiparabile al personale medico o paramedico". Altri si domandano chi curerà le anime dei malati di altre confessioni religiose e se gli stessi dovranno "accontentarsi" del sacerdote cattolico.
In ogni caso la Regione tira dritto. "E' previsto dal concordato", spiegano da Venezia. Ma la decisione di "inquadrare" i preti tra il personale ospedaliero cade proprio nei giorni delle polemiche aperte dalla Corte europea di Strasburgo sull questione del crocifisso. La sensazione comune è che la Regione Veneto abbia deciso sul sacerdote in ospedale per dare un forte segnale politico. Ma gli amministratori regionali insistono sull'estrema utilità del servizio. I preti in camice bianco abiteranno in ospedale e saranno reperibili 24 ore su 24.
Ultimo aggiornamento ore 08:37

Giulia Marcer
elisabetta angelin
Mosley
Robby