Potrebbe essere uscito dalla villetta sporco di sangue l'assassino di Carla Molinari, la tipografa in pensione sgozzata e amputata di entrambe le mani a Cocquio Trevisago, nel Varesotto. Dai primi rilievi della scientifica emergerebbe che nel bagno dell'abitazione, in perfetto ordine ad eccezione del salotto e della camera da letto, non sono state trovate tracce del sangue della vittima.

E' stata inoltre confermata la presenza nella casa di un'impronta non appartenente a Carla Molinari, dettaglio su cui si stanno concentrando le indagini. La donna riceveva raramente visite nella sua abitazione: potrebbe essere questa una delle poche tracce che l'omicida ha lasciato nella villetta.
Dall'abitazione sarebbero scomparsi due anelli e un orologio, che si sarebbero trovati sulle mani che l'assassino ha tagliato e portato via. Un particolare, questo, che non avvalora, però, l'ipotesi della rapina sfociata nell'omicidio, anche perché numerosi altri oggetti di maggior valore sono stati lasciati al loro posto, mentre un rapinatore ne avrebbe approfittato.
In casa inoltre gli agenti della squadra mobile di Varese e del servizio operativo centrale (Sco) hanno trovato pochissime impronte: quelle digitali è impossibile allo stato accertare se appartengano alla vittima, visto che non si trovano le mani. E quelle di scarpe, dai primi accertamenti della polizia scientifica, sembrerebbero corrispondere a quelle della donna.
Nei prossimi giorni dovrebbero essere pronti anche i risultati delle analisi dei tabulati derivanti dalle celle a cui si agganciano i telefoni cellulari per capire chi era in zona nelle ore in cui è avvenuto il delitto. Altri elementi sono attesi a Varese (dove si succedono gli incontri tra il procuratore Maurizio Grigo, il pm Luca Petrucci e gli investigatori della Questura di Varese) dallo 'screening' delle immagini delle telecamere poste sugli edifici di Cocquio e dei paesi vicini.
Saranno inoltre eseguite le analisi per ricavare il Dna dai mozziconi di sigarette trovati in casa, anche si tratterebbe di un atto 'pro forma', visto che l'ipotesi investigativa è che siano stati portati dall'esterno in un tentativo di depistaggio. Sentiti ancora una volta parenti e amici della vittima, per cercare di capire se possano esserci state, anche in passato, minacce o intimidazione contro la vittime o persone a lei vicine. Al momento, però, non sembra essere stato trovato alcun riscontro in questo senso.
Ultimo aggiornamento ore 19:43
