Gli immigrati regolari in Italia sono oltre 4 milioni e mezzo. Lo stima il rapporto 2009 sull'immigrazione della Caritas/Migrantes. Per la prima volta, nel 2008, anno in cui gli immigrati sono cresciuti del 13,4% (+458.644 unità), l'Italia ha superato la media europea (6,2%) per presenza di immigrati in rapporto ai residenti. I regolari sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti. Ma superano i 4 milioni e mezzo con le ultime regolarizzazioni.
L'Europa si conferma come l'area di maggiore presenza di migranti e ne ospita circa un terzo del totale. Nell'Ue a 27 gli immigrati sono 38,1 milioni, con un'incidenza del 6,2 per cento sui residenti: più di un terzo proviene da altri Stati membri (36,7), ma ormai si rischia di considerare stranieri anche i comunitari, dei quali gli italiani costituiscono in diversi Paesi una parte cospicua. Una fotografia, quella scattata dal rapporto Caritas-Migrantes sull'immigrazione 2009, che mostra come l'immigrazione continui a essere uno dei temi caldi.
In quest'ultimo decennio la Spagna e l'Italia sono stati, nella Ue, i Paesi maggiormente interessati dall'immigrazione e in essi ha trovato sbocco la maggior parte dei flussi: nei due Stati sono stati superati, rispettivamente, i 5 e i 4 milioni di immigrati (5.262.000 e 4.330.000), con un aumento decennale di cinque e di tre volte. Gli Stati mediterranei sono entrati a far parte, così, dei grandi Paesi di immigrazione.
Secondo il documento, nel 2008 la popolazione straniera nell'Unione a 27 è aumentata di circa 1,5 milioni, un buon quarto dei quali da attribuire all'Italia, lo Stato membro in cui la presenza di migranti è maggiormente cresciuta in termini assoluti.
Paesi di provenienza
Il rapporto rivela poi che In Italia tra gli immigrati continua a prevalere la presenza di origine europea (53,6 per cento, per più della metà da Paesi comunitari). Seguono gli africani (22,4), gli asiatici (15,8) e gli americani (8,1). Risulta fortemente attenuato il policentrismo delle provenienze, che per molti anni è stato una spiccata caratteristica dell'immigrazione italiana: le prime cinque collettività superano la metà dell'intera presenza (800mila romeni, 440mila albanesi, 400mila marocchini, 170mila cinesi e 150mila ucraini).
Più al Nord che al Sud
A livello territoriale il Centro (25,1 per cento) e il Meridione (12,8) sono molto distanziati dal Nord quanto a numero di residenti stranieri (62,1), così come il Lazio (11,6) lo è dalla Lombardia (23,3), tra l'altro preceduto dal Veneto (11,7). Il dinamismo della popolazione straniera è da ricondurre principalmente, si legge ancora nel testo, alla sua evoluzione demografica da una parte e alla domanda di occupazione del Paese dall'altra, mentre influiscono in misura veramente minima le poche decine di migliaia di sbarchi, pari a meno dell'1 per cento della presenza regolare.
"Nel 2050 oltre 12 milioni di immigrati"
Nel 2050, l'Italia sarà chiamata a convivere ben oltre 12 milioni di immigrati, la cui presenza "sarà necessaria per il funzionamento del paese". E' lo scenario sottolineato da Franco Pittau, coordinatore del dossier sull'immigrazione della Caritas/Migrantes, riferendosi a previsioni dell'Istat che lo stesso ricercatore giudica però "prudenti". "L'Istat - spiega Pittau - ipotizza un aumento degli immigrati di circa 250mila l'anno ma e' inferiore a quanto effettivamente sta avvenendo. Negli ultimi anni, la crescita degli immigrati e' stata di 300-400 mila l'anno. E' evidente che gli immigrati nel 2050 potranno essere di più dei 12 milioni stimati dall'Istat". MAS
"Matrimoni misti, una frontiera avvincente"
Un indicatore significativo dell'intreccio tra gli immigrati e il paese che li ha accolti sono i matrimoni misti: in 12 anni (1995-2007) sono stati celebrati 222.521 matrimoni misti, dei quali 23.560 nell'ultimo anno, pari a circa un decimo del totale. Questi matrimoni, sottolinea la Caritas, sono una frontiera avvincente ma a volte difficile da presidiare: non mancano, infatti, i fallimenti (il 6,7% delle separazioni e il 5,7% dei divorzi riguardano queste coppie), anche perche' spesso manca, oltre che la preparazione individuale a un'approccio interculturale della relazione, anche un humus sociale che la sostenga.
In ogni caso, considerando che separazioni e divorzi incidono nella stessa misura della popolazione straniera su quella complessiva e, soprattutto, in misura inferiore a quella dei matrimoni misti sul totale dei matrimoni celebrati in un anno, il dato non costituisce una particolare anomalia.
"Nel 2008 quasi 40mila nuovi cittadini italiani"
Nel 2008 sono stati 39.484 i "nuovi" cittadini italiani. Le acquisizioni di cittadinanza (39.484 nel 2008), evidenzia il rapporto, sono quadruplicate rispetto al 2000 e piu' che quintuplicate (53.696) se si tiene conto anche delle cittadinanze riconosciute direttamente dai Comuni. Neppure la rigidita' della normativa costituisce un freno al dinamismo dell'integrazione e ormai in 4 casi su 10 l'acquisizione della cittadinanza viene concessa a seguito della residenza previamente maturata. Nonostante cio' l'Italia resta nettamente distanziata dagli altri Paesi europei per numero di concessioni (solo settima in graduatoria), proprio in conseguenza di un impianto normativo restrittivo.
Ultimo aggiornamento ore 11:29
