Le ultime ore di Silvio. Nobus, una casa editrice di Chieti, è finita nella bufera per aver organizzato un concorso in cui invita i partecipanti a spremersi le meningi e immaginare l’ultima notte trascorsa sulla Terra dal presidente del Consiglio per poi scrivere un racconto. Una selezione di manoscritti sarà pubblicata sul sito web di Nobus e a maggio in un libro.

L’iniziativa della casa editrice, chiamata “La notte in cui morì Silvio Berlusconi” , arriva dopo una settimana di tensioni ai limiti della paranoia: prima l’invito, lanciato su Facebook da un dirigente del Pd di Modena, a “ficcare una pallottola in testa a Berlusconi”, poi un documento di minacce al premier firmato Brigate Rosse, quindi altre minacce sempre su Facebook.
In un paese dove anche il colore dei calzini fa polemica, il concorso Nobus è destinato a gettare litri di benzina sul fuoco. “In Italia Berlusconi - spiega al quotidiano Il Centro Massimo Pamio, direttore editoriale di Nobus - è la persona che richiama più attenzione. Lui e la morte sono elementi imprescindibili della vita degli italiani. Mettendoli insieme creiamo una miscela esplosiva”.
“La notte in cui morì Silvio Berlusconi” è stata lanciata una settimana fa ed è valida fino al 6 gennaio. Finora è un successo: i dirigenti della casa editrice hanno contato 3mila adesioni e 50 manoscritti inviati da tutta Italia.
“Per Nobus è una strategia di promozione”, prosegue Pamio. “Volevamo far conoscere il più possibile il nostro sito web che abbiamo appena ristrutturato. L’idea è nata a tavolino in redazione tre mesi fa. E’ frutto di un brainstorming”.
