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19/7/2009

Divieto alcol, Milano fa proseliti

L'Udc annuncia disegno di legge

L'iniziativa del sindaco di Milano di vietare l'uso di alcol ai minori di 16 anni sta riscuotendo successo presso le altre amministrazioni comunali. Il comune di Pavia ci sta pensando e altri come Bergamo e Ravenna potrebbero seguire l'esempio. Dopo gli apprezzamenti del premier Berlusconi ("Idea eccellente, spero che venga ripresa"), l'Udc ha annunciato un disegno di legge.

Il comune di Pavia ci sta pensando e altri come Bergamo e Ravenna potrebbero seguire l'esempio. Intervistata la Moratti ha chiarito lo spirito del suo provvedimento: ''Non e' punitivo. L'obiettivo e' lanciare un messaggio ai giovani e alle famiglie. Ai primi vogliamo ricordare che l'alcol fa male, alle famiglie che le istituzioni non le lasciano sole nell'educazione dei figli''. La nuova giunta di centrodestra di Pavia potrebbe presto seguire l'esempio di Milano. A confermarlo e' il sindaco, Alessandro Cattaneo: ''martedi' prossimo, durante la riunione di giunta, decideremo se adottare l'ordinanza. In linea di principio sono favorevole al provvedimento. Bere alcol sotto i 16 anni non e' educativo''. Della sua idea e' anche Rodolfo Faldini, assessore alle Politiche giovanili. ''Condivido l'ordinanza della Moratti. A mio avviso, serve un'educazione sin dalle scuole elementari per sensibilizzare sui danni che l'alcol puo' creare con il passare degli anni''.

Anche il sindaco di centrodestra di Bergamo, Franco Tentorio guarda con attenzione all'ordinanza ma, almeno per il momento, non ha intenzione di seguirne l'esempio. ''Effettueremo un censimento delle normative in vigore negli altri Comuni e dei loro effetti - ha detto Tentorio - per vedere se e come possano essere importabili anche nella nostra citta'. La questione, ha fatto sapere per parte sua l'assessore alla Sicurezza Cristian Invernizzi, sara' affrontata dalla giunta la prossima settimana. In attesa di vederne gli effetti a Milano nei prossimi 40 giorni, si propone di chiedere il parere sull'ordinanza al Prefetto, al Sert, al servizio Politiche Giovanili, ma soprattutto ai Presidi delle scuole. E' quanto ha annunciato il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci (Pd) mentre il sindaco di Ancona, Fiorello Gramillano non si preclude alcuna strada: ''credo piu' nella formazione che non nella repressione. Un'azione formativa e informativa per dissuadere i minori dall'abusare di alcol, gia' sarebbe un grosso deterrente. Comunque martedi', in giunta, affronteremo la questione.''

La soluzione milanese a Brescia non sembra, invece, destinata per ora ad essere ripresa. Il vice sindaco Fabio Rolfi pensa, per ora, ad incontrare le associazioni di categoria, dai baristi ai gestori di locali, per ''affrontare con loro la questione e approvare iniziative comuni''. Tra queste sembra piacere quella di ''steward che si occupino di mediare tra i ragazzi e i baristi nei luoghi della citta' maggiormente frequentati''. Intanto il deputato dell'Udc Saverio Romano ha annunciato la presentazione di un disegno di legge che introduca il divieto di acquisto e consumo di alcolici per i ragazzi sotto i sedici anni.

Milano pronta: i gestori applicheranno il divieto
Dai locali piu' frequentati della movida milanese arriva un si' convinto al divieto. Anche se con qualche perplessita' sull'efficacia del provvedimento per combattere la piaga ''sempre piu' preoccupante'' dell'alcolismo giovanile. I gestori prima dell'ultimo happy hour sono pronti a chiedere la carta d'identita' prima di servire da bere ai piu' giovani ''fidandosi dell'istinto di barista per stabilire l'eta''. E alcuni preparano gia' cartelli e adesivi per sensibilizzare i piu' giovani. ''Sono d'accordo con l'ordinanza'' - spiega Marco De Padova, presidente dell'associazione degli esercenti di corso Como e proprietario del Dom Cafe'. ''Tempo fa abbiamo esposto un cartello in vetrina con cui avvisavamo che 'qui non si serve da bere ai minorenni' e che e' 'vietato l'ingresso alla droga'. Penso che l'ordinanza sia giusta, anzi io la estenderei ai minori di 18 anni''.

Alcune perplessita' su come l'ordinanza verra' applicata arriva pero' da altri gestori. Come Gianluca Corziatto, titolare del Ganas in corso Como. ''Chiederemo i documenti - sottolinea - ma il problema e' che i piu' grandi prenderanno da bere per i piu' piccoli e sara' molto difficile controllare''. Stesso discorso per Gianpiero Comini, proprietario del bar e pizzeria Carlsberg di via Solferino, che ha gia' esposto dei cartelli in cui avvisa la clientela che ''il locale si riserva di chiedere i documenti''. ''Sara' davvero difficile controllare - spiega - che in tavolate di trenta o quaranta persone non ci sia qualcuno che compra da bere per un minore di 16 anni. In qualche modo aggireranno l'ordinanza ma io in ogni caso sono d'accordo, perche' sono i minori di 16 anni quelli che bevono di piu' e peggio''. E c'e' chi da tempo ha esteso anche a tutti i minori di 18 anni l'ordinanza che entrera' in vigore domani. ''Noi chiediamo gia' i documenti ai minorenni - spiega Andrea Sabatini, proprietario del Pixel di corso Como - e se non ce li mostrano non serviamo da bere''. Da quasi tutti i gestori, arriva un grido d'allarme per un alcolismo giovanile sempre piu' preoccupante. ''Sono 15 anni che faccio questo lavoro - continua De Padova - e il modo di bere e' cambiato. Spesso i piu' giovani arrivano gia' ubriachi e la 'moda' di bere fino a star male ormai e' la regola di ogni sabato sera''.

Ultimo aggiornamento ore 21:27


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