Il disastro di Viareggio non è stato causato da un errore umano ma dal cedimento di un asse del vagone che conteneva gas gpl e che deragliando è esploso provocando la morte di almeno 14 persone. E' il dato che emerge dalle prime valutazioni. Due inchieste - della procura di Lucca per disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo e del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli - chiariranno le cause dell'incidente.
Tuttavia, secondo l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, il motivo della tragedia sarebbe la rottura dell'asse di un carro immatricolato in Germania e di proprietà della Gatx, una società americana che ha la sede principale a Vienna. Le Ferrovie hanno già chiesto alla Gatx tutta la documentazione per verificare se la prossima revisione fosse veramente in programma per il dicembre del 2009, così come riportato dalla dicitura sul vagone deragliato. L'inchiesta aperta dal procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, e dal sostituto, Giuseppe Amodeo, dovrà accertare il perché l'asse ha ceduto. Per il procuratore generale della Toscana, Beniamino Deidda, "l'incidente non è frutto del caso, ma di precise azioni od omissioni".
Il ministro Matteoli ha parlato di "cedimento strutturale" e ha inviato a Viareggio dei funzionari del ministero che dovranno preparare una relazione per la commissione d'inchiesta.Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, o le norme comunitarie per il trasposto di sostanze pericolose non sono abbastanza sicure, e dunque vanno riviste e rese piu' efficienti, oppure sono state ignorate.
La procura ha già ascoltato i macchinisti come persone informate sui fatti. La loro testimonianza di quanto è successo poco prima di mezzanotte all'uscita della stazione della cittadina della Versilia è stata preziosa. "Procedevamo a 90 km orari, in un tratto in cui il limite era di cento, quindi alla giusta velocità - hanno detto a Moretti -. Ad un certo punto abbiamo sentito molto rumore e abbiamo avuto la sensazione che il treno fosse frenato". I macchinisti hanno allora tirato la "rapida" (il freno, ndr) e sono scesi dalla locomotiva, accorgendosi che alcuni vagoni erano deragliati. Poi l'onda d'urto dell'esplosione li ha investiti. "Abbiamo visto l'inferno - è stato il loro racconto ai colleghi - siamo vivi per miracolo".
L'incidente ha sollevato polemiche: per il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, si è trattato di una "tragedia annunciata" perché i "tanti allarmi" lanciati sull'uso di "materiali troppo vecchi" siano rimasti inascoltati dall'azienda. Mentre i macchinisti dell'Orsa chiedono maggiori controlli sui treni merci e sottolineano che un cedimento strutturale "non puo' essere una spiegazione sufficient"', mentre per la sinistra la responsabilità è del governo che "pensa alla Tav e non fa sicurezza". Mentre i presidenti di Senato e Camera, Schifani e Fini, chiedendo che vengano "accertate le responsabilità".
Intanto i sindacati hanno indetto un'ora di sciopero il 1° luglio per ricordare che non è il primo incidente simile: "La rottura dell'asse è un incidente tipico" dice la Cgil Toscana ricordando che nell'ultimo mese solo nella regione ci sono stati tre inconvenienti riconducibili ad un cedimento strutturale dei carrelli, a Prato, San Rossore e, l'ultimo, a Viareggio.
Ultimo aggiornamento ore 15:11
