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15/6/2009

Imperia, operai morti in depuratore

Difficili i soccorsi, due le vittime

Due operai, uno di 36 anni, l'altro di 40, che stavano lavorando all'interno del depuratore di Riva Ligure (Imperia) sono morti dopo essere caduti all'interno di una vasca di depurazione delle acque. Secondo i vigili del fuoco, la morte è stata causata dalle esalazioni provenienti dall'interno che rendono difficoltosi i soccorsi. Probabilmente le vittime non indossavano le mascherine di protezione.

Le vittime, Francesco Mercurio e Gianfranco Iamma, di 36 e 40 anni, facevano parte di una squadra di quattro addetti della società C.I.E.M di San Biagio della Cima, specializzata nella pulitura di depuratori. Si trovavano in particolare nell'impianto di depurazione vicino al torrente Argentina, tra Santo Stefano al Mare e Arma di Taggia. Lì sono sprofondati nei liquami morendo in pochi secondi.

Secondo una prima ricostruzione, sembra che i due siano entrati nel depuratore sprovvisti delle protezioni di sicurezza ed abbiano raggiunto la vasca delle acque reflue. Qui avrebbero perso i sensi a causa della rarefazione dell'ossigeno e dell'alta percentuale di anidride carbonica nell'aria. A dare l'allarme è stato il terzo operaio della squadra, rimasto all'esterno dell'impianto. La C.I.E.M. lavora per conto della Secom, società pubblica che gestisce gli impianti di depurazione di otto comuni nella provincia di Imperia.

Un terzo operaio intossicato
C'è anche un superstite nel tragico incidente: il tunisino Mohamed Abidi. Stando ai primi accertamenti, avrebbe tentato di salvare la vita ai due colleghi lanciando loro un salvagente, ma inutilmente. A dare l'allarme è stato un quarto operaio che si trovava all'esterno della vasca di depurazione e che stava azionando la pompa idraulica per ripulire la vasca irrigua. Sul posto sarebbe poi intervenuto un quarto uomo, un dipendente della stessa ditta, che è stato colto da malore e trasferito in ambulanza, in codice giallo, al pronto soccorso dell'ospedale di Sanremo.

Ancora in fase di ricostruzione la dinamica dell'accaduto. I carabinieri stanno verificando se le mascherine di sicurezza si trovavano a bordo del camion, e non sono state utilizzate dagli operai, oppure se non c'erano affatto.

"Gli ho lanciato il salvagente"
Con la voce tremante, il terzo operaio che si è salvato, il tunisino Mohamed Abidi, racconta quei tragici istanti: "Stavamo lavorando nei pressi della vasca, uno dei miei due compagni è sceso qualche scalino per spostare la pompa idraulica che non prendeva bene e si è sentito male. L'altro è intervenuto per aiutarlo ma si è sentito male anche lui". "Ho lanciato loro i salvagente - prosegue Abidi - e poi sono corso a dare l'allarme".

Donna perde marito e fratello
Antonella Mercurio, anch'essa dipendente della Ciem, si è recata subito sul posto. "Fatemeli vedere. Non ci credo. Fatemi vedere cosa è successo" ha detto. Poi, l'urlo di dolore quando ha scoperto che suo fratello, Francesco Mercurio, di 40 anni, e suo marito, Gianfranco Iamma, di 36 anni, erano morti.

Intanto le operazioni di recupero dei due corpi si sono concluse. Sul posto, oltre al prefetto di Imperia Maurizio Maccari, sono arrivati alcuni amministratori degli otto comuni serviti dalla Secom, la società pubblica che gestisce gli impianti di depurazione, per conto della quale lavora la Ciem. Secondo quanto si è appreso, l'operazione di spurgo delle acque era un'operazione comune per le stesse vittime. Sembra anomalo il fatto che i miasmi abbiano causato immediatamente i malori fatali.


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(Foto Ansa)
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