La legge, voluta dal ministro Gelmini, parla chiaro: nelle scuole medie gli alunni dovranno essere bocciati se non ottengono un 6 in ogni materia. Ma insegnanti e presidi non sono d'accordo. Con questi rigidi criteri di valutazione, spiegano, si rischia di non promuovere quasi la metà degli studenti. La soluzione: arrotondare il voto (il 6 rosso), segnalando alle famiglie la carenza che potrà essere recuperata prima dell'inizio dell'anno scolastico.
"Se dovessimo non ammettere tutti gli alunni che hanno un'insufficienza in una sola materia - spiega al Messaggero Ada Maurizio, preside della scuola media Esopo di Roma - dovremmo bocciare almeno il 50% degli studenti".
Chi in pagella avrà il 6 rosso, dovrà recuperare il debito ma, a differenza delle scuole superiori, l'ammissione all'anno successivo non dipenderà dal buon esito delle prove di verifiche. Chi non passerà il test, inizierà l'anno con un debito. Un escamotage per evitare di fare una "strage" tra gli studenti.
Si prevedono consigli di classe particolarmente tesi. "La legge rischia di creare un effetto contrario a quello desiderato: invece di rendere la scuola più severa, porterà molti insegnanti ad essere più morbidi", si sfoga un dirigente scolastico.

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