La bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, sarebbe stata lavata: sul portasapone della villetta di Garlasco sono state rinvenute le tracce del giovane e quelle "riportate" delle ragazza. Il computer di Alberto, secondo la perizia informatica, sarebbe stato spento improvvisamente la sera prima dopo aver scaricato file da due chiavi Usb. Le consulenze sono state depositate presso il giudice di Vigevano.
Il contenuto delle due relazioni
Le perizie, ha spiegato il legale della famiglia Poggi, "aderiscono sostanzialmente alle conclusioni dei consulenti della Procura di Vigevano ed hanno il pregio di essersi soffermate su alcuni aspetti di sicuro interesse". La prima relazione, firmata da Marzio Capra docente dell'università Statale di Milano, ha cercato di approfondire, tra l'altro, le analisi delle microtracce rinvenute sul pedale della bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi sostenendo che si tratta di sangue della vittima e poi gli esami sulle impronte lasciate dal giovane sul dispenser del sapone che si trovava nel bagno di casa Poggi dove, secondo le indagini, l'assassino sarebbe andato a lavarsi le mani.
La seconda relazione, stesa dall'ingegnere informatico Paolo Reale, ha analizzato il computer portatile di Alberto Stasi e in particolare ha confermato che non esistono evidenze di attività tra le ore 10:37 e le 11:57 della mattina del delitto di Chiara Poggi. Inoltre, delle due chiavi Usb utilizzate sul computer del ragazzo solo una, quella con le foto di Chiara a Londra, è stata rinvenuta.
Alberto Stasi:"Aspetto, tranquillo"
"La mia vita scorre normalmente. Vado al cinema, in pizzeria, la compagnia di qualche amico. Con i genitori non ho problemi. Aspetto con tranquillità. Il giorno in cui entrai in carcere sopportai, consapevole di subire un torto. Ne ho subiti parecchi. Non immaginavo di essere un obiettivo e collaboravo coi carabinieri nella speranza si arrivasse al dunque". Lo afferma Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, in un colloquio con il direttore di 'Libero' Vittorio Feltri e pubblicato dal quotidiano, a poco più di una settimana dall'udienza preliminare che si terrà il 24 febbraio a Vigevano.
"In estate sono stato in Sardegna, al mare - afferma -. C'è chi mi ferma e mi incoraggia; essere riconosciuto per strada all'inizio di sorprendeva, mi provocava disagio. Adesso sono abituato, non provo sensazioni". Stasi parla anche del fatto che gli è stata "attribuita come fidanzata" un'amica, che frequentava Chiara. "Ma la nostra non è una storia d'amore - sottolinea - parlo volentieri con lei. Il 24 febbraio mi auguro che il giudice sia di quelli non suggestionabili dai pettegolezzi e indifferente alle pressioni ambientali".
"Vorrei riprendere il mio cammino - prosegue -. Andrei volentieri a Londra per lavorare; mi piace Londra, ci sono stato in due circostanze. Lì sarebbe più facile ritrovare l'entusiasmo. Il mio sogno era fare il commercialista, la mia materia mi appassiona. Ho studiato gli atti del processo; ne colgo al volo gli errori. Quando sei dentro non ti sfugge nulla". E su Chiara, dice: "La conobbi appena trasferito a Garlasco, mi pare nel '99. Insegnavamo entrambi ai bambini dell'oratorio. Poi sa come accade... Ci intendevamo. Ci siamo voluti bene. Lei aiutava me, io aiutavo lei".
