Il branco che ha stuprato la ragazza e picchiato il suo fidanzato a Guidonia (Roma) potrebbe avere le ore contate. Per tutta la notte i carabinieri del comando provinciale di Roma hanno proseguito i controlli nei campi abusivi e nei campi nomadi, non solo nella zona di Guidonia e Tivoli, ma in tutta la capitale. Oltre 250 carabinieri hanno controllato 47 campi nomadi e identificato più di 500 persone, arrestandone 10.
Il servizio di controllo dei carabinieri del comando provinciale si è svolto non solo nelle zone circostanti il fiume Aniene ma si è esteso con rastrellamenti di casolari abbandonati e ruderi in tutta la provincia. I militari hanno effettuato i controlli anche con l'aiuto di unità cinofile ed elicotteri dell'Arma che hanno sorvolato l'intero territorio capitolino.
Gli investigatori cercano tracce anche sul luogo del feroce agguato. I cinque aggressori hanno rubato i telefoni cellulari delle loro vittime e questo furto potrebbe favorirne la cattura. Ma per il momento i carabinieri continuano a setacciare i campi rom: c'è la convinzione che il branco fosse composto da persone dell'Est, così come indicato dalla ragazza stuprata.
Per lei in pochi minuti si è consumato l'inferno. Dopo il pestaggio del fidanzato, legato e rinchiuso nel porta bagagli dell'auto, è stata violentata da tutti e cinque gli aggressori.
