Hanno prima picchiato e chiuso nel bagagliaio lui, poi, in cinque, hanno violentato a turno la sua fidanzata. E' successo a Guidonia (Roma) dove una coppia è stata aggredita da cinque uomini: quattro di loro avevano il volto coperto e tutti parlavano con accento dell'Est europeo. La violenza è avvenuta intorno all'una di notte: la coppia, lui 24 anni e lei 21, si era appartata in auto in una stradina isolata.
La giovane, medicata all'ospedale Pertini di Roma, anchora sotto shock ha ricostruito con i carabinieri la dinamica di quanto avvenuto, riferendo dettagli sull'unico stupratore a volto scoperto. I cinque si sono avvicinati all'auto armati di un cacciavite e di un coltello: dopo aver sfondato il parabrezza dell'auto hanno afferrato il ragazzo malmenandolo e legandolo, forse con una sciarpa, per poi rinchiuderlo nel portabagagli.
I cinque sono quindi saliti a bordo dell'auto, hanno proseguito per 300 metri sulla strada dove la coppia si era appartata, hanno raggiunto un posto ancor più isolato e hanno abusato della ragazza a turno fuggendo poi a piedi. Prima di scappare, rubano i cellulari. Prima, lo stesso branco, aveva rapinato un'altra coppia nella stessa zona.
I fidanzati, lui operaio, lei impiegata, riescono a raggiungere un albergo vicino al luogo della violenza. Arrivano i carabinieri, l'ambulanza li porta all'ospedale Sandro Pertini
di Roma. Hanno ecchimosi, sono sotto choc. ''Avevano un accento dell'est, sembravano romeni'': il racconto dei ragazzi fa scattare una vera e propria caccia agli aggressori.
Carabinieri setacciano campi nomadi
Oltre 150 carabinieri impiegati per setacciare tutti gli insediamenti in cui vivono stranieri, a cominciare dal campo nomadi attrezzato di via Salone che dista poco meno di 10
chilometri da dove si è consumato lo stupro. Nell'arco della giornata vengono identificate circa venti persone. I militari dei comandi locali, del gruppo di Frascati e del reparto operativo di Roma stanno controllando campi abusivi, baracche e ruderi frequentati o abitati da stranieri.
Rabbia fra i residenti
Ora nel piccolo centro serpeggia la rabbia. Perché anche qui, come nella vicina metropoli, nessuno si sente ormai sicuro. Lo stupro ha choccato un'intera comunità. Nei bar, nelle edicole non si parla d'altro. "Qui la sera dopo la chiusura di negozi e supermercati, c'è il coprifuoco - spiega il gestore di un bar -. La presenza di stranieri, soprattutto di romeni, sta diventando un problema: sono davvero tantissimi, abbiamo paura". Nelle ultime settimane sono nati molti comitati di cittadini contrari al trasferimento dei campi nomadi in questa zona, ipotesi ventilata ma subito smentita dal Campidoglio.
