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9/1/2009

Libero Furlan, braccio di "Ludwig"

Con Abel è autore di almeno 15 omicidi

Marco Furlan, che assieme a Wolfgang Abel commise diversi omicidi tra il 1977 e il 1984 sotto il nome di "Ludwig", è tornato in libertà. Furlan, 51 anni, è stato condannato condannato a 27 anni di carcere (ma solo per 15 dei 28 delitti attribuiti a Ludwig), ha finito di scontare la pena il 3 gennaio nel carcere milanese di Opera. Lo scorso anno gli era già stato concesso il beneficio dell'affidamento ai servizi sociali.

Figlio del primario del centro ustionati di Verona, laureando in fisica all'Università di Padova, all'epoca dei delitti Furlan era un giovane della Verona-bene così come il complice Wolfgang Abel (ora 49enne), laureato in matematica, benestante figlio di un consigliere di amministrazione di una compagnia assicurativa tedesca. I due ragazzi condividevano la filosofia neonazista, xenofoba e omofoba, e si erano assegnati il compito di ripulire il mondo da senzatetto, omosessuali, tossicodipendenti e sacerdoti con un passato non proprio cristallino.

Il 25 agosto 1977 i due commettono a Verona il primo omicidio, bruciando vivo nella sua Fiat 126 il senzatetto Guerrino Spinello. Un anno e mezzo dopo, il 17 dicembre 1978, a Padova viene ucciso a bastonate il cameriere omosessuale Luciano Stefanato. Un anno ancora, e il 12 dicembre 1979 il tossicodipendente ventiduenne Claudio Costa viene ammazzato a coltellate a venezia.

Arriva il 1980, e i due uccidono a colpi d'ascia l'ex prostituta Alice Maria Baretta a Vicenza. Fino ad allora, i delitti restano senza una rivendicazione: la prima arriva il 25 novembre 1980, quando al Gazzettino arriva una lettera firmata Ludwig, con in calce l'acquila nazista. Da allora Ludwig firma anche l'incendio per la Torretta di Porta San Giorgio, ricovero per sbandati e senza casa, provocando la morte del 17enne Luca Martinotti. La rivendicazione arriva a Repubblica: La nostra fede è nazismo. La nostra giustizia è morte. La nostra democrazia è sterminio. Rendiamo noto che abbiamo puntualmente rivendicato il rogo di san Giorgio a Verona con il messaggio inviato a "La Repubblcia". Alleghiamo un dischetto metallico identico a quello applicato sulla più grande delle tre torce usate. Gott mit uns".

Ludwig non si ferma: il 20 luglio 1982 vengono uccisi a martellate Gabriele Pigato e Giuseppe Lovato, frati del Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza. Il 26 febbraio 1983 è la volta di don Armando Bison, sacerdote di Trento che viene trovato infilzato con un punteruolo sormontato da un crocifisso. Il 14 maggio 1983 un altro incendio, questa volta al cinema a luci rosse Eros di Milano: 6 morti e 32 feriti.

L'8 gennaio 1984 un nuovo rogo, questa volta alla discoteca Liverpool di Monaco: un morto e 7 feriti il bilancio. L'ultimo atto di Ludwig risale al 4 marzo 1984: Furlan e Abel tentano di dar fuoco alla discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, ma vengono scoperti da un addetto alla sicurezza che li consegna alla polizia. Quindici morti e 39 feriti tra il Nord-Est e la Germania, il tragico bilancio della furia omicida di Ludwig. Ma gli inquirenti hanno sempre sospettato che i delitti siano stati in realtà molti di più: almeno 28.

Condannati a trent''anni nel 1987, con il riconoscimento del vizio parziale di mente, il 15 giugno 1988 la Corte d'Assise d'Appello di Venezia li rimise in libertà per decorrenza dei tempi di carcerazione. Furlan ne approfittò per fuggire: venne catturato solo nel 1995 a Creta, dove viveva sotto falso nome. Intanto il 10 aprile 1990 la Corte d'Appello di Venezia aveva condannato entrambi a 27 anni di carcere, condanna confermata l'11 febbraio 1991 dalla Cassazione.

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