Il ministro dell'Agricoltura Zaia prosegue la sua "battaglia alimentare": mangiare italiano, sempre e comunque. Così nel mirino del leghista finisce l'ananas da bandire dalla tavola, perché è il "simbolo di ciò che non è italiano". Una sorta di sciopero contro il frutto tropicale. "Suggerisco di cominciare lo sciopero dell'ananas e preferire, per il pranzo di Natale, qualcuno degli oltre 2.500 prodotti tipici di questa stagione", ha detto.
Al momento appare una battuta, riporta il Corriere della Sera, ma Zaia precisa: "Dobbiamo fare una battaglia per difendere i nostri prodotti. Sia ben chiaro che diciamo no ai gusti standardizzati che ci vogliono imporre. I consumatori italiani devono sapere che il made in Italy è sicuro".
Alcuni grandi chef storcono il naso, ma l'uscita di Zaia non sembra così campata in aria a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che ammette: "Se praticata con intelligenza, senza essere integralisti, mi sembra un'idea interessante. È giusto in questi frangenti sostenere i nostri prodotti, dando valore all'economia agricola locale".

rocco
Vorrei fargli due paroline a Berlino..
Vergonati!!!!
R.S.