Stefano Lucidi, il pirata della strada che il 22 maggio investì e uccise due ragazzi sulla Nomentana, è stato condannato per omicidio volontario. E' la prima volta in Italia che viene configurato questo reato in un caso di incidente stradale. Il pm, nella sua arringa, aveva chiesto una condanna a 14 anni di reclusione. Lucidi è stato anche interdetto e condannato a risarcire, in separata sede, i parenti delle due vittime.
La decisione è stata presa con molta determinazione dal giudice, Marina Finiti, che per formulare la sentenza ha impiegato solamente una mezz'ora. Pienamente soddisfatti sia il pubblico ministero Carlo Lasperanza che da sempre ha sostenuto questa tesi, sia l'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, difensore dei famigliari delle vittime, i fidanzati Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, di 23 e 22 anni.
Il legale Francesco Caroleo Grimaldi ha commentato: "E' la prima volta che questo avviene in Italia e questa sentenza è giusta. La dedichiamo a tutti quei ragazzi che hanno perso la vita e non hanno avuto giustizia. Speriamo che questa sentenza costituisca un monito severissimo per tutti quei giovani che hanno perso il senso della loro vita e il rispetto profondo della vita altrui".
L'avvocato difensore Basilio Fiore aveva chiesto la libertà provvisoria o gli arresti domiciliari per il suo assistito, trovando contrario il pubblico ministero Carlo Lasperanza. Su questo punto, il giudice Finiti prenderà una decisione tra giovedì e venerdì.
Sulla sentenza l'avvocato Fiore ha dichiarato: "E' una decisione assolutamente in contraddizione con la giurisprudenza di legittimità. Credo che ci sia qualche altra sentenza in linea con quella pronunciata oggi ma sono convinto che difficilmente potrà resistere al vaglio del giudice di appello. Aspettiamo il deposito della motivazione e poi faremo impugnazione".

Luca
e mi raccomando domenica apriamo come al solito i Tg con lestragi sulla strada x strumentalizzare e alzare le multe!!!
mirco
bruno
giampaolo
per questo pirata omicidio VOLONTARIO.
Per chi uccide la giustizia stipendi da nababbi e impunità