Dopo le proteste del Centro Simon Wiesenthal, Facebook ha rimosso alcune pagine usate da 7 gruppi di neonazisti italiani per incitare la violenza contro gli zingari. Ad esprimere il proprio sdegno, è stato il direttore per le relazioni internazionali dell'istituto, Shimon Samuels. In una lettera al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, Samuels ha riportato frasi pubblicate sul sito come "Buttare gli zingari nella benzina", "Bruciamoli tutti".
Disappunto per la presenza dei gruppi anti-rom è stato espresso anche da esponenti politici a livello europeo. "L'esistenza di questi gruppi è ripugnante", ha dichiarato Martin Schulz, leader dei socialisti al Parlamento europeo che ha espresso una protesta alla società californiana.
I siti, ha affermato Samuels, "sono pieni di esempi di saluti nazisti". Il Centro ha proposto a Facebook di istallare filtri per escludere ospiti sgraditi. "E' oltraggioso - ha sottolineato il direttore - che proprio nei giorni delle commemorazioni per i 70 anni della Notte dei Cristalli, che prelude all'Olocausto, scopriamo che il vostro social network viene usato per la propaganda".
Con una mail di risposta i responsabili di Facebook hanno fatto sapere che "dopo aver verificato gli abusi segnalati, abbiamo rimosso tutti i contenuti offensivi, come prevedono le nostre regole di utilizzo della rete". "Facebook sostiene il libero flusso di informazioni, ed i gruppi forniscono un forum per discutere temi importanti. Tuttavia, Facebook rimuoverà qualsiasi gruppo violento o minaccioso", ha detto nella dichiarazione. Rispetto al materiale offensivo, Facebook ha promesso attenzione e che saranno prese le iniziative adatte.
