Tredici anni di reclusione sono stati chiesti dalla Procura di Milano per Calisto Tanzi, ex patron di Parmalat per il crack dell'azienda emiliana. La richiesta è stata avanzata nell'ambito del processo in corso a Milano. Nel procedimento milanese Tanzi risponde di aggiotaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza insieme ad altri 7 imputati. A giudizio dei magistrati della Procura, Tanzi non deve beneficiare di alcuna attenuante.
La richiesta è stata formulata dal pm Eugenio Fusco che ha condotto la requisitoria insieme ai colleghi Francesco Greco e Carlo Nocerino.
Oltre ai 13 anni per Tanzi, la Procura ha chiesto tre anni e mezzo di reclusione per Giovanni Bonici, ex responsabile di Parmalat Venezuela; cinque anni per Paolo Sciumé e Luciano Silingardi e quattro anni per Enrico Barachini, ex consiglieri indipendenti del gruppo; sei anni per Luca Sala, cinque anni per Luis Moncada e tre anni e mezzo per Antonio Luzi, ex dipendenti di Bank of America.
Riguardo a Italaudit, ex Grant Thornton, imputata come società, la richiesta è stata di una pena pecuniaria di 300mila euro e della confisca di 600mila euro. Eccetto che per Luzi e Barachini, la pubblica accusa ha chiesto di non concedere agli imputati le attenuanti generiche.
In requisitoria pm anche love story con Naomi Campbell
E' spuntata anche la relazione tra la modella Naomi Campbell e Marcus Elias, il nuovo proprietario di Parmalat Brasile, nella requisitoria del procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, al processo sul crack del gruppo di Collecchio in corso a Milano. Il pm nell'affrontare il ruolo dell'ex dipendente di Bank of America, Luca Sala, in un inciso si è riferito alla love story tra la Campbell ed Elias, citando una memoria depositata agli atti dell'avvocato Andrea Soliani, difensore dello stesso Sala.
Tanzi: richiesta esagerata
In serata è arrivato anche il primo commento del diretto interessato alla richiesta dei pm: ''E' stata una richiesta esagerata rispetto al mio effettivo ruolo'' ha detto l'ex patron di Parmalat. Calisto Tanzi parlando al telefono con uno dei suoi legali, ha detto di essere fiducioso del fatto che possa emergere la ''vera storia della Parmalat'', che, tra l'altro, è stata ricostruita in parte nella requisitoria dei pm. Tanzi sta valutando se prima della fine del processo rendere o meno dichiarazioni spontanee.
