Sono stati esplosi una ventina di colpi di pistola contro il 53enne ucciso nella sua sala giochi di Baia Verde, località balneare sulla costiera domiziana (Caserta). I sicari, probabilmente due, giunti a bordo di una moto lo hanno crivellato di colpi. Trasportato alla clinica Pineta Grande l'uomo è morto poco dopo. Gli inquirenti stanno indagando su eventuali rapporti della vittima con la criminalità organizzata.
L'agguato contro Antonio Celiento, titolare della sala giochi in via Giorgio Vasari a Baia Verde, località marina della costiera domiziana, è stato compiuto pochi minuti dopo le 21. La strada, molto ampia, sui due lati della quale ci sono una serie di villette, era deserta, per il contemporaneo svolgimento di partite di calcio in tv.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Mondragone, e del comando provinciale di Caserta, ad agire sarebbero state due persone con il volto coperto armate di pistole calibro 9 per 21 che hanno fatto irruzione nella sala giochi, al civico 61-63. In quel momento, nel locale dove ci sono slot machines e videogiochi, Celiento era da solo.
Contro di lui sono stati esplosi almeno 20 colpi di pistola, probabilmente sparati da entrambi i killer. La maggior parte dei proiettili lo hanno raggiunto all'addome, due anche alla testa. L'uomo è crollato al suolo ed all'arrivo dei soccorritori è stato creduto morto. Dopo l'intervento di rianimazione, però, ha dato segni di ripresa ed è stato trasportato nella clinica Pineta Grande, dove è morto però dopo poco più di un'ora.
I sicari, secondo alcune testimonianze, sarebbero fuggiti a bordo di una moto. I militari hanno fatto scattare una serie di posti di blocco su tutto il litorale domiziano e stanno eseguendo in queste ore diverse perquisizioni. Non c'è ancora una pista anche se si sta scandagliando la vita privata di Celiento, che aveva qualche denuncia in passato ma nessun precedente penale vero e proprio e non era noto per legami con la criminalità organizzata.
Gli investigatori tuttavia tendono a collegare anche questo agguato con la rottura degli equilibri criminali nel litorale domizio e in tutto il Casertano collegata agli arresti ed alle defezioni nel clan dei Casalesi, che è egemone nella zona.
Su eventuali collegamenti con la sparatoria di Castelvolturno contro un gruppo di africani - il cui bilancio è di cinque morti e due feriti, di cui uno gravissimo - gli investigatori
non si pronunciano, anche se le prime indicazioni farebbero pensare a due episodi criminali di matrice differente.
