Un bimbo che aveva compiuto due anni da pochi giorni è annegato nella piscina di casa, a Rivarossa Canavese. Lorenzo Apierto è sfuggito al controllo dei genitori che, durante la cena, avevano lasciato una porta aperta. Il bambino deve essersi avvicinato troppo al bordo cadendo infine nell'acqua, davanti ai cinque fratellini in tenera età come lui. Quando sono arrivati i soccorritori, per il piccolo non c'era più nulla da fare.
Il dramma si è consumato nel giardino della grande casa di famiglia, una villa di due piani immersa nel verde della borgata Paradiso. I bambini avevano giocato allegri tutto il giorno, poi durante la cena, forse un attimo di distrazione dei genitori è stato fatale. Lorenzo ha attraversato una porta per tornare in giardino e deve essere stato attirato dall'acqua.
Quando i genitori si sono accorti dell'accaduto, era ormai troppo tardi: all'arrivo dei soccorritori, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri della stazione di Leinì, per il bambino non c'era più niente da fare.
"Sorrideva sempre - lo ricorda un vicino di casa - e non stava mai fermo".
Quest'anno è già il terzo caso di annegamento di bambini in simili circostanze. Il 13 luglio Zabar, un bambino rom tre anni, è annegato nella piscina di un agriturismo a Massarosa, in provincia di Lucca. E prima ancora, a metà giugno, Elisa, una bimba parmense di appena un anno e mezzo, è morta in una vasca per idromassaggio all'esterno dell'Hotel Meeting di Riccione, sulla riviera romagnola. Stessa sorte, lo scorso anno, per Margherita - annegata nella piscina della nonna a Spinea, nell'hinterland di Venezia - Xavier, morto a Borgo Vercelli, e Salvatore, caduto nella piscina dell'asilo che frequentava a Catania.
