Bruno Contrada è stato ricoverato d'urgenza in ospedale per un grave attacco ischemico. Poche ore prima, l'ex funzionario del Sisde - che sta scontando una pena a 10 anni per concorso esterno all'associazione mafiosa - aveva chiesto attraverso la sorella l'autorizzazione all'eutanasia. "Bruno vuole morire perché questa sembra l'unica strada percorribile per mettere fine alle sue infinite pene", aveva dichiarato Anna Contrada.
Contrada è stato ricoverato per un attacco ischemico, che sarebbe più grave dei precedenti. Lo ha rivelato il suo legale, l'avvocato Giuseppe Lipera, che ha appreso la notizia dal carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove l'ex funzionario del Sisde è detenuto. "Spero solo che nessuno ce l'avrà sulla coscienza - ha detto il penalista - Lo Stato fisico e psichico del mio assistito è sempre più grave".
La sorella ha presentato al giudice tutelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la "formale autorizzazione per uccidere legalmente il fratello Bruno". La richiesta è stata depositata dal legale di Contrada, Giuseppe Lipera. "Questa difesa - scrive il penalista ai giudici - su espresso mandato del suo prossimo congiunto, la sorella Anna Contrada, con immenso e profondo dolore, presenta un'istanza formale di eutanasia".
Bruno Contrada è detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove sta scontando una condanna a 10 anni per concorso esterno all'associazione. In passato la difesa dell'ex funzionario del Sisde ha presentato più volte richieste di differimento della pena motivandola con gravissimi motivi di salute, ma sono state tutte respinte perché la condizioni di Contrada, per i giudici, sono compatibili con la detenzione.
Copia delle richiesta di eutanasia è stata inviata per conoscenza anche ai Presidenti emeriti della Repubblica Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi, e per competenza al magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere.
fabrizio
monja
lavinia
bisognerebbe chiedere al Presidente della Repubblica di prendere una posizione rispeto ala mancata concessione, come chiesta più volte dalla famiglia, degli arresti domiciliari ed il permesso di farlo curare presso un centro di fiducia della stessa.
Gheli
Non si è sicuri di colpevolezza e mi sembra impossibile questo accanimento esagerato verso una persona che io mi immagino innocente che deve morire in una situazione simile.
Se questo è il ringraziamento per anni di fedele lavoro!
Spero che le cose possano cambiare e si possa migliorare la situazione
penosa. Altrimenti davvero VERGOGNA!