E' finito agli arresti domiciliari, con l'accusa di concorso in estorsione il maresciallo infiltrato che fu vice del capitano "Ultimo". A darne la notizia è "Studio Aperto": il tg diretto da Giorgio Mulè aveva seguito la vicenda del carabiniere - il cui nome in codice era "Arciere" - che aveva restituito la medaglia di bronzo ricevuta del Presidente della Repubblica per aver ritrovato il tesoro rubato dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Proprio per questa operazione, infatti, era stato successivamente accusato di concorso in estorsione, vicenda culminata con la notizia del suo arresto ai domiciliari.
''Io - ha detto Ultimo - come sempre, sono con Arciere che è un grande combattente e, come sempre, con Arciere continueremo a lottare per la giustizia contro l'ingiustizia''.
L'ultima disavventura dei carabinieri della Crimor, la squadra catturandi del Ros guidata dal capitano Ultimo, ha colpito il maresciallo Marco Ravera, conosciuto col nome in codice di Arciere.
Proprio Ultimo - vero nome Sergio De Caprio - nel frattempo diventato tenente colonnello, è stato protagonista di una serie di vicende che lo hanno visto anche finire sotto processo per favoreggiamento alla mafia, insieme all'allora comandante del Ros, Mario Mori, per la mancata perquisizione del covo di Riina. Entrambi sono stati assolti nel 2006. Ma il declino della Crimor è cominciato subito dopo la cattura del boss di Cosa Nostra.
Il modus operandi del nucleo di Ultimo, infatti, mal si conciliava con la disciplina ed il rispetto delle gerarchie richieste dall'Arma. Così nel 1997 il Ros ha soppresso la Crimor.