Un medico genovese, Ermanno Rossi, si è tolto la vita gettandosi dalla finestra del suo studio di Rapallo. I carabinieri dei Nas di Genova avevano compiuto perquisizioni negli studi professionali del ginecologo nell'ambito della indagini su presunti aborti fatti senza rispettare le procedure della legge 194. Il medico suicida, indagato insieme ad altre persone, era rimasto scosso dopo il coinvolgimento del suo studio.
La voce sul motivo delle perquisizioni è giunta anche al cognato del dottore suicida, Pietro Tuo, anch'egli medico, direttore di anestesia e rianimazione del Gaslini, il quale non esclude che proprio la gravità dell'oggetto dell'inchiesta abbia sconvolto il congiunto a tal punto da indurlo ad suicidio. "L'ipotesi investigativa - ha commentato il dottor Tuo - è ovviamente ancora tutta da dimostrare".
Da fonti investigative trapela che Rossi era indagato insieme ad altre 5-6 persone, non medici. L'inchiesta è nata casualmente qualche mese fa quando il pm aveva delegato i carabinieri del Nas a compiere indagini. Fino alle perquisizioni negli studi di Rapallo e Genova di Rossi. Secondo quanto si è appreso, al momento non sarebbero coinvolte strutture ospedaliere.
L'ipotesi di reato varia se l'intervento abortivo avviene entro 90 o oltre i 90 giorni ed è ulteriormente aggravato se compiuto ai danni di minori o persone interdette.
La legge prevede la reclusione fino a tre anni; da uno a quattro anni per chi causa l'aborto senza accertamenti medici; da due a cinque anni se ne deriva la morte della donna. Le perquisizioni sono durate praticamente tutto il giorno alla presenza del medico che, poco dopo le 22, si è gettato dall'undicesimo piano del suo studio di Rapallo.