"Scendere là sotto era una prova di coraggio". Dopo i primi dettagli sul ritrovamento dei corpi di Ciccio e Tore, alcuni coetanei dei due fratellini morti in fondo al pozzo descrivono così la dispensa della masseria dove sono morti i ragazzini. Sulla dinamica dei fatti, per ora non ci sono certezze, ma il primo a cadere nel pozzo pare sia stato Francesco, seguito poi dal fratello minore Salvatore.
Molto frequentata dai bambini della zona, dunque, la masseria non era soltanto un luogo abbandonato, ma il teatro di forti emozioni e sfide adolescenziali. "Li prendevamo in giro, perché ci sembravano poco coraggiosi - racconta a La Stampa un sedicenne del paese - Perché non scendete mai nella masseria delle cento stanze?, chiedevamo loro".
Gli fa eco il ragazzo 11enne che ha salvato Michele, il bambino caduto lunedì nel pozzo vicino ai corpi dei fratelli Pappalardi. "Ci siamo calati laggiù insieme ad altri due amici perché abbiamo visto che c'erano quattro ragazzi, Michele e dei suoi compagni. Loro hanno cominciato a tirarci delle pietre e noi abbiamo risposto - spiega il giovane - Poi ho visto Michele scappare, salire su per i gradini e cadere all'improvviso nella cisterna". Un racconto che sembra avvalorare la tesi dell'incidente anche nella vicenda dei due fratellini e che svela un regno segreto della paura e della fantasia fatto di tufo, cunicoli e pozzi pericolosi.
Tutti sapevano del pozzo e dei rischi che si correvano nell vecchia casa, raccontano i ragazzini del posto. Ma in pochi si sottraevano alla prova di coraggio. "Ho visto entrare anche Francesco e Salvatore, ma alla polizia non mi hanno dato retta", aggiunge l'11enne che ha salvato Michele avvertendo la madre del ragazzo e attivando la macchina dei soccorsi. Anche secondo altri ragazzi i due fratellini erano soliti recarsi nella masseria per giocare. "Ci sono molti posti come quello - racconta uno di loro - Ma quel pozzo è il più pericoloso. Ciccio e Tore andavano negli altri e io li prendevo in giro a scuola perché mi sembravano un po' paurosi". Alla fine, probabilmente, anche loro hanno trovato il coraggio.
Il padre vuole partecipare ai funerali
Filippo Pappalardi, il padre di Francesco e Salvatore in carcere con l'accusa di aver uciso i suoi figli, ha chiesto di essere scarcerato. "Se c'è un Dio, scopriranno la verità. Uscirò di qui. E comunque ai funerali voglio esserci", ha detto subito dopo il riconoscimento dei corpi dei due ragazzini morti in fondo al pozzo.

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