Un ingegnere di Modena è riuscito a vincere la causa di separazione dalla moglie dopo aver dimostrato che la donna aveva una relazione extraconiugale con un collega. Ad incastrare la consorte fedifraga sono stati 900 sms e centinaia di telefonate all'amante. Il Tribunale di Modena ha stabilito l'infedeltà della consorte, stabilendo la decadenza degli obblighi di mantenimento da parte del coniuge.
La donna, fisioterapista di origine calabrese come il marito, aveva una relazione con un collega medico, scoperta verso la fine del 2001 dal marito, che si era rivolto a uno studio legale modenese. Circa un anno prima la coppia aveva avuto anche un figlio, ma poi la storia è naufragata. A chiedere per prima la separazione e a rivolgersi al tribunale era stata la donna, ma il marito aveva ribattuto chiedendo che la causa fosse addebitata alla moglie per infedeltà.
Richiesta inzialmente negata dai provvedimenti provvisori del giudice che avevano obbligato il marito a lasciare alla consorte la casa coniugale, su cui lui pagava il mutuo, e a un assegno di mantenimento per il figlio, affidato alla madre. Nel frattempo, dal 2004, la fisioterapista ha cominciato la convivenza nella propria casa con il nuovo compagno, da cui poi ha avuto anche un bimbo.
La situazione è poi cambiata radicalmente dopo la sentenza del Tribunale di Modena che, di fronte alle prove presentate dal marito tradito (sms e telefonate all'amante), ha attribuito la colpa della separazione alla donna, sancendo l'infedeltà della consorte. Durante le udienze della causa, anche la moglie del medico ha riferito al giudice di sapere della relazione del compagno con la fisioterapista.
"Il marito tradito ha ottenuto la sua vittoria e la sua rivincita nei confronti della moglie - hanno commentato al 'Resto del Carlino' i legali dello studio Bova e Fiorini che hanno assistito l'ingegnere - Dopo anni di silenzi sulla colpa della separazione per infedeltà, i Tribunali tornano a prendere decisioni nette anche contro le donne? Di certo qualcuno rileverà che si tratta di una sentenza che restaura costumi piu' severi".