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15/1/2008

Papa,annullata visita alla Sapienza

Vaticano: invierà suo intervento

Il Vaticano ha "ritenuto opportuno soprassedere" alla visita del Papa all'università La Sapienza "a seguito delle ben note vicende di questi giorni". Lo annuncia un comunicato della sala stampa vaticana. Il Papa non parteciperà quindi all'evento e si limiterà a inviare l'intervento che avrebbe dovuto pronunciare nel più antico ateneo romano. Rammarico è stato espresso dal rettore della Sapienza, Renato Guarini.

Solidarietà a Benedetto XVI dal premier Romano Prodi: "Condanno i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell'Italia. Esprimo quindi profondo rammarico per la decisione di Papa Benedetto XVI, esprimendo solidarieta' forte e convinta alla Sua persona e rinnovando a Lui l'invito perche' possa mantenere il programma originario. Nessuna voce deve tacere nel nostro Paese e a maggior ragione quella del Papa.

Anche Silvio Berlusconi interviene nella vicenda della Sapienza. "La rinuncia a cui è stato costretto il Papa in nome di una presunta laicità della conoscenza è il segno dell'intolleranza e di un certo fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico. Una sorpresa molto dolorosa, che ferisce e umilia non il Pontefice, la cui figura è ben al di sopra di queste miserie, ma l'Università italiana e in generale lo Stato, che non si dimostra in grado di garantire la libertà di espressione alla massima autorità religiosa".

"Una sconfitta per la liberta' di espressione e per il mondo laico". Lo dice il rettore dell'Università,  Renato Guarini che aveva invitato il Papa e che ha espresso il suo rammarico per l'annullamento della visita del Pontefice "per un'occasione - ha detto - che poteva essere molto importante per la nostra comunità accademica, quella di ascoltare la voce di uno studioso di grande fama conoscitore dei problemi della scienza e dell'etica. Conforta che avremo il discorso che il Papa aveva preparato per questa occasione".

NAPOLITANO INVIA UNA LETTERA AL PAPA
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato a Papa Benedetto XVI una lettera personale in relazione alla rinuncia a svolgere il previsto intervento all'Università La Sapienza di Roma. Lo si apprende da ambienti del Quirinale. 

SI ALZANO I TONI
La decisione della Santa Sede non chiude certo la porta delle polemiche che si sono scatenate in questi giorni, ma apre un portone. La rinuncia vaticana, affidata ad uno scarno comunicato in cui si legge un certo rammarico per le "ben note vicende", è destinatoaa rendere ancor più teso il clima sull'affare "La Sapienza" e più in generale attorno all'arroventato dibattito sulla laicità dello Stato.

Subito si è scatenata la bagarre dei commenti politici dopo il "no grazie" del Papa. Il primo ad intervenire, record nella tempistica, è stato l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. "Complimenti ai 67 firmatari del documento contro la visita del Papa all'Ateneo di Roma, che con la loro intolleranza hanno dimostrato lo stato di desolazione dell'Università italiana e la debolezza culturale dei reduci del '68. Se questi i maestri dei nostri figli, c'è da aver paura per il nostro futuro".

"La mancata partecipazione di Benedetto XVI alla cerimonia prevista per il 17 gennaio all'Università di Roma rappresenta una sconfitta della cultura liberale e di quel principio fondamentale che è il confronto delle idee ed il rispetto delle istituzioni". Lo sottolinea il sindaco di Roma e leader del Pd Walter Veltroni.

Non manca il sostegno al Pontefice dall'ala "ciellina" di Forza Italia. A prendere la parola è Maurizio Lupi, deputato milanese: "Quanto è accaduto è gravissimo. Perché il fatto che non sia possibile garantire la sicurezza per la visita del Santo Padre rappresenta l'ennesima brutta figura per il nostro Paese. Ma è anche il segno di un rigurgito di anticlericalismo come non sivedeva da diversi decenni in Italia".

Come prevedibile, decisamente più colorito è il commento della Lega Nord, affidato a Roberto Castelli: "Hanno vinto i nazisti rossi. Chi non ha argomenti nel proprio cervello, ha paura di quello degli altri e si affida alla violenza e all'intolleranza per evitare che venga espresso il punto di vistaaltrui. A questo punto mi sembra doverso cambiare il nome alla Facoltà: il nome 'la Sapienza' non le si addice più".

Dopo le parole del ministro Mussi, che aveva auspicato che il Papa visitasse l'ateneo romano, arrivano quelle sconsolate dell'ala moderata della maggioranza di governo. "Ora viene la parte più difficile: annullare l'intolleranza e la miopia culturale. L'annullamento della visita del Papa non è una buona notizia per nessuno: né per l'Università la Sapienza, né per gli studenti, né per quanti pure auspicavano questa soluzione". Lo sostiene il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni (Pd).

Diametralmente opposta la reazione degli studenti riuniti in assemblea in un'aula della facoltà di Scienze Politiche. L'assise ha accolto con un fragoroso applauso la notizia che il Papa non interverrà alla cerimonia di inaugurazione dell'Anno accademico. Subito dopo hanno cominciato a scandire "Fuori il Papa dall'Università". Grande soddisfazione anche tra i docenti di Fisica firmatari della lettera che ha aperto il fuoco delle polemiche. Gli studenti hanno comunque deciso di proseguire l'assemblea per valutare se mantenere delle iniziative.

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