Ultimatum del ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, al comune di Milano sulle norme di iscrizione di bimbi extracomunitari nelle scuole d'infanzia. "O il Comune - diffida il ministro - entro 10 giorni ristabilirà il rispetto delle norme oppure sarà sospesa la parità concessa e l'erogazione di contributi". Finora è stato negato l'accesso ai figli di immigrati irregolari o risultati morosi in merito ai pagamenti scolastici.
Continua, insomma, il braccio di ferro tra ministero e amministrazione meneghina sulla vicenda dell'iscrizione agli asili milanesi dei figli di immigrati non in regola con il permesso di soggiorno, che da novembre il Comune ha reso più difficile.
In quanto ente gestore di scuole non statali paritarie è infatti tenuto a rispettare gli ordinamenti del Sistema nazionale di Istruzione e i provvedimenti vigenti anche in materia di iscrizione degli alunni. "Il diritto all`istruzione - ha commentato il ministro Fioroni - è uno dei diritti fondamentali dell`uomo e impedirne la fruizione significa ledere la dignità della persona umana".
Per Fioroni "non possono esistere deroghe a questa fruizione né per le colpe dei padri né per lo stato di povertà. L`intero assetto legislativo, fino ad oggi e a prescindere dai colori politici dei governi, non ha mai messo in discussione il fatto che un bambino che vive sul nostro territorio abbia diritto ad essere istruito e curato e questo indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche della famiglia".
L'assessore alla Famiglia, scuola e politiche sociali di Milano, Mariolina Moioli, ha risposto così all'ultimatum: "Continueremo ad amministrare nel rispetto della legalità".
A prendere le difese dell'assessore, è sceso in campo anche il vicesindaco, Riccardo De Corato: ''Bene ha fatto l'assessore Moioli a sottolineare la necessità di agire nel rispetto della legalità. A legislazione vigente, la Bossi-Fini, il Comune di Milano dovrebbe iscrivere i bambini dei clandestini negli asili nido. E denunciare alle autorità di pubblica sicurezza i loro genitori. E' possibile che un ministro della Repubblica non si renda conto di questa assurdità che scaturisce dalla diffida notificata?''.