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6/11/2007

Napolitano:"Biagi era voce libera"

Lettera del presidente ai familiari

"Scompare con Enzo Biagi una grande voce di libertà". E' quanto scrive il Capo dello Stato in un messaggio ai familiari del giornalista morto a Milano. "Egli - sostiene Napolitano - ha rappresentato uno straordinario punto di riferimento ideale e morale nel complesso mondo del giornalismo e della tv, presidiandone e garantendone l'autonomia e il pluralismo. A Biagi rendo riconoscente omaggio a nome del Paese".

Il presidente del Senato Franco Marini lo ricorda come "testimone prezioso e insieme protagonista di molti decenni di storia italiana, che ha saputo osservare, raccontare e spiegare come forse nessun altro la realtà di un paese in continuo cambiamento. Tutti noi sentiremo la mancanza della sua grande personalità e della sua voce familiare, ma siamo certi che la sua eredità è già parte della nostra storia".

"Con viva commozione ho appreso lanotizia della scomparsa di Enzo Biagi, protagonista del giornalismo italiano e della vita civile e culturale della nostra storia recente. Scompare, con Enzo Biagi, uno dei piu' importanti giornalisti dell'Italia del dopoguerra, che ha espresso nella sua lunga professione un modo di intendere il giornalismo stesso". Lo afferma il presidente della Camera, Fausto Bertinotti.

"Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un
rapporto di cordialità che nasceva dalla stima''. Così Silvio Berlusconi, in una dichiarazione, ricorda Enzo Biagi

Enzo Biagi era un italiano innamorato dell'Italia, e il suo spirito critico, la sua curiosità infinita per la società italiana contenevano sempre un inestinguibile amore per la singolarita' della nostra Patria", ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le Attivita' Culturali Francesco Rutelli

Perdiamo un grande giornalista, che, con il suo stile e il suo lavoro, ha segnato un'epoca di giornalismo sulla carta stampata e in televisione", ha affermato il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

Anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha reso omaggio a Enzo Biagi, "un vero milanese, una persona che amava la nostra città e che ha saputo interpretare lo spirito più profondo della nostra città in una professione che è un simbolo per la nostra città". Così ha dichiarato il primo cittadino all'uscita dalla camera ardente allestita per il giornalista.

"Si è spenta una voce della coscienza democratica dell'Italia, un grande giornalista che ha vissuto la sua professione come testimonianza di spirito civico, etica pubblica, senso del bene comune", sono le parole di Piero Fassino, segretario dei Ds.

"Enzo Biagi è stato un grande opinion leader dei nostri tempi, interprete di un giornalismo libero e proprio per questo scomodo. Anche chi non lo ha amato deve oggi apprezzarlo e rendergli omaggio, come si deve a un grande che esce di scena, ha commentato Pierferdinando Casini

Chi ha avuto la fortuna di conoscere  personalmente Enzo Biagi da oggi lo ricorderà, per sempre, come un uomo libero e curioso, di grande equilibrio, esempio positivo di un modo di intendere la professione giornalistica al servizio della conoscenza e del Paese'', ha detto il sindaco di Roma e leader del Pd, Walter Veltroni.

Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, ricorda Enzo Biagi con affetto e commozione. "L'ho incontrato pochi giorni fa a Milano e ho avuto occasione di fargli un salutoche, in realtà, voleva essere un arrivederci. Avremmo dovuto incontrarci fra un mese", dice Ravasi a margine di una conferenza
stampa in Vaticano. "Enzo Biagi aveva un'anima cristiana".

"Mi dispiace molto, era una bella persona, un emiliano cui volevo molto bene", ha detto Luca Cordero di Montezemolo esprimendo il proprio cordoglio per la morte di Enzo Biagi al suo arrivo alla Fiera Milano di Rho per l'inaugurazione di Eicma.

Un grande giornalista, una voce libera, democratica. Una perdita per tutto il paese, non solo per il giornalismo italiano''. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ricorda così Enzo Biagi.

"La sua perdita è un lutto nazionale perché è davvero grande. Ho provato situazioni di cacciata diretta e so cosa significa essere di colpo senza un lavoro che, come nel caso di Biagi, è la tua vita. E non voglio aggiungere altro", è l'amaro commento del premio Nobel Dario Fo. "Quando uno come Enzo Biagi che amava tantissimo il proprio lavoro viene tolto di mezzo in quel modo cosi' brutale che conosciamo, lo si ammazza a metà".

"Era straordinario" sia come giornalista di carta stampata che in televisione, ma "mentre per la carta stampata ci sono altr i, pochi, pochissimi, che possono essere paragonati a Biagi, credo che per la televisione non ci sia nessuno come lui". E' il ricordo del presidente della Rai Claudio Petruccioli. "Per dire il bene che voleva alla Rai - ha raccontato Petruccioli - quando ho parlato con lui ha detto, per ben due volte, che la Rai ha fatto per l'unità d'Italia più di Garibaldi...".

"E' stato un esempio civile per tutti gli italiani", ha ricordato il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. "Nei decenni della sua straordinaria carriera - ricorda Gentiloni in un comunicato - Biagi ha raccontato le vicende della grande storia e la vita della gente comune, difendendo sempre l'indipendenza del lavoro giornalistico".

I ricordi dei colleghi
"Una frase non basta per ricordare un giornalista della grandezza di Biagi", dice Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica. "Domani affiderò alle colonne del giornale un lungo ricordo dell'amico scomparso".

Era "un direttore molto innovativo, era questa l'altra sua caratteristica, insieme a quella di partire sempre e di non sottrarsi al lavoro", è il ricordo di Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera.

"Lo ricordo come un grande amico, un padre, un fratello maggiore. Ci ha insegnato la passione per questo mestiere, la libertà che qualche volta ha un costo", ha detto Ferruccio De Bortoli, direttore de 'Il Sole 24 Ore

Enzo Biagi è stato un grandissimo cronista, nel senso che mentre Montanelli ci ha insegnato la  grande ritrattistica, Biagi è stato l'uomo dei particolari minuti, scavava forse meglio nell'animo, raccontava bene le piccole cose che riusciva a far diventare grandi'', ha detto Bruno Vespa

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