Al via a Como l'udienza preliminare per la strage di Erba, dove vennero uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef, la madre Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini. Olindo Romano e Rosa Bazzi sono accusati di omicidio plurimo aggravato, tentato omicidio aggravato e incendio. "Due ergastoli non sono sufficienti. Chiedo la pena di morte: ci sono quattro persone uccise e una salva per miracolo", ha detto Azouz Marzouk, marito di Raffaella.
In aula si è fatto vedere solo Olindo, mentre la moglie ha rinunciato. Presente anche lo stesso Marzouk. "Voglio guardarli dritto negli occhi e vedere se anche loro hanno il coraggio di farlo. Io da quel giorno sogno quella scena allucinante'', ha rincarato la dose il marocchino, in passato accusato di spaccio di droga e anche per questo inizialmente principale indiziato del massacro.
Gli ha fatto eco il suo avvocato, il lecchese Roberto Tropescovino: '"In casi così atroci bisognerebbe riflettere sulla pena capitale. Anche di fronte a sorprese non lasceremo loro via di fuga. Anche se, per ipotesi, cercassero di scaricare la responsabilità su altri''.
Per l'udienza sono state previste strettissime misure di sicurezza, qualora i due coniugi dovessero uscire dal carcere comasco del Bassone per presentarsi davanti al giudice.
I legali dei coniugi Romano, Fabio Sghembri e Luisa Bordeaux, non sembrano intenzionati a chiedere il rito abbreviato, di conseguenza il naturale sbocco del processo sarà la Corte d'assise, dove gli avvocati cercheranno almeno di smontare la premeditazione, sfruttando le lacune nella ricostruzione della serata del massacro.
Martedì hanno compiuto un sopralluogo, il primo per loro, nella casa del quadruplice omicidio e anche in quella, al piano terra, dei coniugi Romano. Smontare la premeditazione non sarà facile, dal momento che una consulenza della Procura avrebbe stabilito che per appiccare l'incendio i due utilizzarono del liquido combustibile e non, come dichiarato, ''semplicemente due accendini''.
Del resto, che avessero provato altre due volte a ''dare una lezione'' alla famiglia Castagna, dopo anni di liti da ballatoio, anche violente, era stato ammesso da entrambi. Non ci erano riusciti ''per motivi fortuiti''. Nessuna remora, da parte di Olindo, ad ammettere che se fosse stato presente anche il padre di Raffaella, Carlo, anche lui sarebbe stato punito, perche' era ''quello più bastardo''. Quel Carlo Castagna che sembra non voglia nemmeno costituirsi parte civile contro di lui e che ebbe parole di perdono per chi gli sterminò la famiglia.