"Troppi sei anni agli arresti domiciliari? Dovevano dargli l'ergastolo a Marco Ahmetovic, anzi non uno, ma quattro": cresce l'indignazione fra i parenti dei quattro ragazzi di Appignano del Tronto per la reazione del rom alla condanna a sei anni e sei mesi inflittagli dal Tribunale di Ascoli. Non solo: i parenti annunciano che il 30 ottobre andranno a incatenarsi a Roma, davanti al Parlamento, per chiedere pene più severe.
Per Lara Luciani, la madre di una delel vittime, Alex, "le parole di Ahmetovic sono incommentabili. Se lui dice di sentirsi italiano, beh allora siamo noi che non siamo più italiani, non ci sentiamo più protetti dallo Stato". E il marito Timoteo annuncia la nascita di un Comitato dei parenti delle vittime e rilancia: "Appignano è arrabbiata, lo siamo tutti. Il 30 ottobre andremo a incatenarci a Roma, davanti al Parlamento, per chiedere pene più severe e la certezza della pena, più una riduzione dei gradi del giudizio". Soprattutto, Timoteo Luciani ce l'ha con alcuni opinionisti di quotidiani, per come hanno descritto lui e gli altri genitori e amici: "Ci hanno fatto passare per razzisti, quasi per terroristi, ma noi siamo solo gente seria, famiglie che lavorano 20 ore al giorno. Scriverò anch'io una lettera ai giornali, spiegherò chi siamo davvero".
Luciani gestisce un bar insieme alla moglie, e ha un'idea ''precisa'' di chi sono i rom. "Li conosciamo da tanto, sappiamo come vivono, e non mi vengano a raccontare che a sbagliare siamo noi". "Li abbiamo tollerati per 11 anni - gli fa eco la moglie, citando il campo rom ormai deserto di Appignano - guidavano sempre contromano, non rispettavano nessuna regola, ecco chi sono". In paese c'è chi traccia questa fotografia della comunità rom cui Ahmetovic apparteneva: "mogli e figli piccoli tutte le mattine a chiedere l'elemosina davanti al centro commerciale; padri nei bar a ubriacarsi. E ogni sera, 100 o 200 euro in monetine raccolti con la questua cambiati in soldi di carta nel centro di telefonia mobile''. Dopo di che, riconosce Lara Luciani, "le leggi più severe che invochiamo devono valere per chiunque guida ubriaco, anche gli italiani".