Alcuni transessuali sono stati multati dai carabinieri lungo la riviera di Montesilvano (Pescara) perché vestiti da donna. I verbali sono stati effettuati nel corso di un controllo contro la prostituzione in base all'articolo 85 del testo unico di pubblica sicurezza del 1931. Ai transessuali verrà notificata la sanzione amministrativa prevista per chi "si maschera in pubblico alterando i connotati essenziali del sesso e della persona fisica".
I servizi contro la prostituzione a Montesilvano sono stati intensificati anche in seguito alle richieste del nuovo sindaco, Pasquale Cordoma (An), il quale aveva anche partecipato con i vigili urbani ad alcuni servizi. L'ammenda può variare da 10 a 103 euro.
La norma del testo unico del Regio decreto è la stessa che vieta l'uso della maschera "nei luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con l'osservanza delle condizioni che possono essere stabilite dall'autorità locale di pubblica sicurezza, con apposito manifesto''. Nel 1976 la Corte di Cassazione affermò in una sentenza che il divieto di comparire mascherati in pubblico "ha carattere assoluto, essendo diretto a impedire che, mediante il mascheramento, possano compiersi i reati".
I deputati di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria e Maurizio Acerbo hanno reagito molto duramente a quanto accaduto. "L'essere transgenere è una identità rivelata e non un mascheramento - afferma Luxuria -. Reprimere la propria vera natura, questo sì sarebbe un vero mascheramento. I transessuali non nascondono la propria identità. si è trattato di un abuso". Acerbo ha annunciato un'interrogazione ai ministri dell'Interno e della Difesa per chiedere che chiariscano di fronte al Parlamento se ritengono legittima un'interpretazione dell'articolo 35 come quella adottata a Montesilvano.