Sul muro di cinta della villa di via Pascoli a Garlasco, dove è stata uccisa Chiara Poggi, non sono state rinvenute impronte o altre tracce riconducibili a una persona. E' questo il risultato dei rilievi eseguiti dalla Scientifica nella villetta, che potrebbero presentare un nuovo indizio nell'inchiesta. Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio, aveva raccontato di aver scavalcato la recinzione della casa.
Il fidanzato di Chiara ha sempre sostenuto di essere entrato nell'abitazione scavalcando il muretto intorno alle 13:40 di quel 13 agosto, dopo aver cercato invano di mettersi in contatto con la ragazza, ma l'assenza delle sue impronte sulla recinzione ora sembra gettare qualche dubbio sulla sua ricostruzione.
Gli investigatori hanno compiuto una serie di controlli che si sono concentrai sul muretto, proprio nel punto in cui il giovane ha detto di essersi arrampicato, per cercare tutte le eventuali tracce utili al riscontro, ma i risultati sono stati negativi. Gli inquirenti hanno trovato in corrispondenza della copertura della recinzione una scheggiatura, su cui però non sono stati forniti ulteriori dettagli.
Nel frattempo proseguono gli esami sulle altre tracce organiche e biologiche (in tutto una quarantina) repertate dal Ris di Parma sulla scena del delitto. I risultati delle analisi dovrebbero arrivare lunedì e solo allora si potrà sapere se l'assassino di Chiara ha lasciato una firma biologica all'interno dell'abitazione e se le verita' scientifiche consentiranno ad un mese e mezzo dal delitto di avere qualcosa più di un indizio.