Minacce di morte ai coniugi Romano
Erba,paura per i coniugi reo confessi
Sono state rafforzate nel carcere di Como le misure di sicurezza nei confronti di Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi di Erba rei confessi della strage dell'11 dicembre di via Diaz, in cui furono uccisi Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la madre di lei Paola Sala e una vicina di casa, Valeria Cherubini. La decisione è stata presa dopo che i due detenuti hanno ricevuto minacce di morte attraverso una lettera.
La missiva, scritta in un italiano corretto, annuncia l'intenzione di eliminare la coppia durante la detenzione. Non è la prima volta che giungono lettere del genere in carcere, ma in questo caso i magistrati ritengono che la minaccia possa essere più concreta. Intanto, mentre si attende la firma dei pm comaschi sulla richiesta di rinvio a giudizio dei due coniugi, si è appreso che Olindo Romano ha revocato il mandato al suo legale, Pietro Troiano, che era di turno il giorno dell'arresto e poi era divenuto di fiducia.
Il penalista prescelto dall'indagato, l'avvocato comasco Enzo Pacia, uno dei più esperti del foro lariano, ha tuttavia rifiutato l'incarico adducendo l'impossibilità di venire meno a impegni professionali già assunti. In attesa che venga trovato un nuovo difensore, pare che la decisione di Romano intenda diversificare la strategia di marito e moglie, imputando a lei l'organizzazione del delitto.
Rinvio a giudizio
Intanto la procura di Como ha chiesto il rinvio a giudizio. I reati contestati ai Romano sono di concorso in omicidio volontario pluriaggravato e distruzione di cadavere, tentato omicidio e porto abusivo di arma.

