Strage Erba,"chiediamo perdono"
Lettera dei Romano a un sacerdote
Per la prima volta i coniugi Romano, autori del massacro dei loro vicini ad Erba, chiedono perdono. In una lettera inviata a don Bassano Pirovano, il sacerdote che nel 1982 li sposò, Olindo scrive che nei quattro mesi in carcere ha cominciato un cammino "lungo e in salita". L'ex netturbino è convinto che lui e la moglie affronteranno "con serenità nel perdono col perdono. Innanzi a Dio pagheremo i nostri peccati".

La sera dell'11 dicembre 2006 Olindo Romano e Rosa Bazzi massacrarono Raffaella Castagna, il figlioletto Youssef di due anni, la mamma Paola Galli e Valeria Cherubini, riducendo in fin di vita Mario Frigerio. Nella lettera inviata al sacerdote, come riporta il "Corriere della Sera", Olindo ammette che "i pensieri miei e di mia moglie sono confusi" e di non essersi resi conto "di ciò che abbiamo fatto". La loro è "una fede semplice, debole, ma che può crescere".
Don Pirovano aveva scritto a Olindo Romano e alla moglie Rosa a fine gennaio, poco più di due settimane dopo il loro arresto. "In quelle due lettere identiche avevo scritto che sarebbe stato difficile ottenere il perdono degli uomini, ma non quello di Dio. E poi aggiungevo che ero disposto a incontrarli se lo avessero desiderato", spiega al "Corriere" il sacerdote.
"Un primo passo"
Dopo la risposta di Olindo, ora don Pirovano chiederà alla direzione del carcere di Como l'autorizzazione per poter incontrare la coppia. "Secondo me - dice il sacerdote - Olindo e Rosa stanno arrivando alla comprensione del male compiuto. Questa lettera dopotutto è un primo passo". Poi bisognerà vedere "se a questo pentimento a parole seguiranno poi degli atti concreti. Soltanto nella comprensione dell'atrocità di quello che hanno fatto, sta il loro unico modo per riscattarsi".
